Delegazione di 14 Piccoli Stati del Pacifico in visita alla Fondazione Cima

Cima Visita PSIDS

Scambio di esperienze e conoscenze: queste le parole chiave per la settimana organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e per la Cooperazione Internazionale. Dal 9 al 13 dicembre, una delegazione dei Piccoli Stati Insulari del Pacifico in via di sviluppo (PSIDS – Pacific Small Island Developing States: Cook Islands, Federated States of Micronesia, Fiji, Kiribati, Nauru, Niue, Palau, Papua New Guinea, Marshall Islands, Samoa, Solomon Islands, Tonga, Tuvalu, and Vanuatu) è stata ospite del Servizio Nazionale della Protezione Civile, visita che ha avuto l’obiettivo di rafforzare non solo le conoscenze tecniche e scientifiche ma anche la collaborazione internazionale per la riduzione del rischio da disastri.

Le giornate del 12 e del 13 dicembre sono state dedicate alla visita a Fondazione CIMA, nella sede del Campus Universitario di Savona, che condivide con i gli Stati ospiti le sue conoscenze ed esperienze in tema di mitigazione del rischio e protezione civile. Tre, in particolare, sono i temi affrontati: i sistemi di allerta precoce, le tecnologie per la valutazione del rischio e il monitoraggio in tempo reale.

Alla delegazione dei Paesi PSIDS, i ricercatori e tecnici del Cima hanno presentato quindi il sistema integrato myDewetra, impiegato per il monitoraggio e la previsione degli eventi idro-meteorologici e degli incendi boschivi, che consente l’allerta precoce. Per quanto riguarda le tecnologie per la valutazione del rischio e quelle per il monitoraggio ambientale in tempo reale, gli ospiti hanno fatto conoscenza con Rasor, uno strumento per l’analisi multi-rischio, con Acronet, il sistema open-source per il monitoraggio delle precipitazioni e delle alluvioni e con il sistema IT-Alert per la comunicazione in emergenza al cittadino.

«Siamo davvero orgogliosi di aver ospitato la delegazione dei Paesi PSIDS nella nostra sede di Savona – commenta Luca Ferraris, presidente di Fondazione CIMA -. La scienza non può avanzare senza lo scambio e il confronto delle conoscenze e delle esperienze. Confrontarsi con altre realtà e far conoscere loro la nostra è alla base di una ricerca e innovazione tecnologica che possano consentire di ridurre il rischio derivante dai disastri naturali»

 

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