La piena del Po monitorata via satellite dal Cima per la Protezione Civile

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In seguito alle alluvioni che hanno colpito il territorio italiano nel mese di novembre, il Dipartimento della Protezione Civile ha richiesto alla Fondazione CIMA, come centro di competenza per il rischio idrogeologico, un servizio di mappatura delle aree allagate da dati di satellitari di osservazione della Terra. In particolare, il Centro di Monitoraggio Ambientale del Campus universitario di Savona ha utilizzato i dati del satellite radar Sentinel-1 (missione dell’Agenzia Spaziale Europea inserita all’interno del programma Copernicus), capaci di fornire immagini di notte, di giorno e in qualsiasi condizione meteorologica.

Avvalendosi anche delle informazioni relative ai livelli idrometrici dei corsi d’acqua, i dati satellitari sono stati utilizzati per monitorare l’evoluzione temporale dei fenomeni di alluvione, come quelli generati dall’onda di piena del fiume Po. A titolo di esempio, di seguito sono visualizzate due mappe generate utilizzando un algoritmo sviluppato da Fondazione CIMA per la mappatura delle aree allagate da dati radar. Tali mappe, prodotte in meno di due ore dalla disponibilità delle immagini a catalogo, mostrano la situazione nelle zone di Alessandria, Pavia e Piacenza il giorno 25 novembre alle ore 6.35 e nelle zone di Pavia, Piacenza e Cremona il giorno 26 novembre alle ore 6.25. Le acque permanenti (fiume Po e suoi affluenti) sono rappresentate in colore blu, mentre le aree allagate sono rappresentate in azzurro. L’effetto della piena del Po è chiaramente visibile, data la presenza di parecchie aree celesti adiacenti al fiume.

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