Mareggiate, frane, investimenti non fatti: il “j’accuse” di Berta

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Savona è stratta nella tenaglia: le mareggiate che spazzano il porto e le frane che spezzano autostrade e strade. I savonesi si riparano in casa ma, tutto intorno, il territorio che produce è in ginocchio. Savona è isolata dalla Val Bormida, i lavoratori non possono raggiungere le fabbriche, le scorte non possono viaggiare e i prodotti non possono arrivare, i ragazzi non raggiungono le scuole, i familiari i propri parenti, pochi gli ospedali. “Un disastro – commenta il direttore dell’Unione Industriali Alessandro Berta -. Chi si oppone e si è opposto a infrastrutture nuove, alternative alle poche inadeguate e ormai vecchie e che andavano progettate e fatte per tempo, spero non si trovi in una situazione del genere. Ma gli altri ci si trovano. Chi ha demolito il ruolo delle amministrazioni provinciali in nome di ridicoli e pressoché inesistenti risparmi e di colpi alla ‘kasta’ deve vergognarsi. Delrio per primo. Un uomo che ha causato più danni della grandine: tra codice appalti, riforma dei porti e riforma delle province”.

“Inseguire l’antipolitica ci ha condannato per sempre – è lo sfogo di Berta -. Chi ritiene che non ci siano problemi da gestire con il clima, invece, dovrebbe andare a nascondersi in mezzo ai terrapiattisti. Da domani, ho la sensazione che, la ‘modalità pragmatica e riflessiva’, che mi ha sempre accompagnato nel gestire le relazioni con chi ha la responsabilità di fare le scelte per il Paese, vacillerà, non poco. Per ora un grazie a tutti gli amministratori, tecnici, volontari, forze dell’ordine, vigili del fuoco, uomini del soccorso, alle istituzioni intese come uomini e donne dello Stato che non si sono risparmiati un secondo”.

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