Area di crisi: Esso Italiana nel ristretto “club” degli ammessi ai finanziamenti

Esso Ital vado

Ad un anno dalla presentazione delle richieste di sostegno agli investimenti ci sono ancora delle incertezze riguardo all’assegnazione alle aziende industriali savonesi dei contributi per l’area di crisi complessa. Invitalia, l’agenzia nazionale per gli investimenti che gestisce l’iter delle domande, ha assegnato 16,9 milioni di euro tra contributi a fondo perduto e agevolazioni a fronte di un plafond di 20 milioni.

Le domande accolte – dopo aver eliminato perché ritenute non ammissibili le prime quattro in graduatoria (Apm Terminals, Pegaso Systems, Carbongraph, Zincol Ossidi) e l’istanza presentata da Film Ferrania – sono state quelle presentate da Cartiere Carrara (ha ottenuto un finanziamento di 7,9 milioni a fronte di un investimento di 19,7 milioni) e da First Plast (4 milioni 650 mila euro di finanziamento per un progetto che vale 7 milioni). A queste si è aggiunta da ultimo la Esso Italiana di Vado Ligure alla quale è stato riconosciuto un finanziamento di quasi 4,4 milioni su un investimento di 16,4 milioni.

Restano quindi a disposizione 3,1 milioni di fondi, alla cui distribuzione sono interessate le ultime sei aziende inserite in graduatoria: nell’ordine sono Movinter, Interporto di Vado, Transmare, Quidam, Comelt e Scilla. I finanziamenti praticamente si azzererebbero nel caso fossero accolte le prime due domande (Movinter 1 milione 550 mila euro, Interporto di Vado 1 milione 240 mila), lasciando un residuo di 300 mila euro. Per accontentare tutte le richieste servirebbero altri 10 milioni di euro ed è su questo che puntano le istituzioni locali.

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