Corte dei Conti certifica il graduale rientro dal deficit del Comune di Savona  

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La Sezione regionale di controllo per la Liguria della Corte dei Conti ha accertato il conseguimento, da parte del Comune di Savona, nel primo semestre 2019, degli obiettivi di riequilibrio finanziario approvati dal consiglio comunale nel 2016. E’ quindi proseguito anche nel terzo anno, con l’imprimatur dell’organo di controllo, il piano di risanamento delle finanze municipali che prevede l’azzeramento dei debiti nel 2025. L’accertamento della Corte dei Conti è avvenuto sulla base della relazione semestrale redatta dal collegio dei revisori del Comune di Savona.

Sul piano delle misure adottate, il Comune di Savona, rileva la Sezione di controllo, non ha fatto ricorso al fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali e, per questo motivo, non è soggetto alle ancor più stringenti limitazioni prescritte dalla legge. Le modalità di ripiano del disavanzo d’amministrazione sono costituite da azioni di incremento delle entrate e riduzione delle uscite. La Sezione ha rilevato che a fronte del mancato conseguimento di alcuni obiettivi, altri sono stati conseguiti per importi superiori alle attese.

In particolare, i dati finanziari esposti nella relazione sul secondo semestre 2018 hanno confermato il giudizio positivo sulle misure di riequilibrio. E’ stato evidenziato che nel corso dell’esercizio 2018 l’importo ripianato del disavanzo d’amministrazione è stato pari a circa 4,7 milioni di euro, riducendo il segno negativo da 24,4 milioni di fine 2016 a 19,7 milioni di fine 2018.

Tra i dati salienti citati dalla Corte, il forte recupero dell’evasione tributaria, sia sul fronte dell’Imu (quasi 2,5 milioni nel 2018 a fronte di 1,5 nel 2017) sia su quello della tassa rifiuti, dove sono stati recuperati lo scorso anno 1 milione 460 mila euro rispetto agli 874 mila del 2017.  Tra le azioni significative, la Sezione di controllo cita la diminuzione delle spese per il personale, scese dai 15,7 milioni del 2016 ai 14,3 milioni del 2017 ed ai 13,4 milioni del 2018, mentre per il 2019 sono previste 19 assunzioni e 22 cessazioni dal servizio.  Inoltre è iniziato il lento rientro dei flussi finanziari negativi causati dal contratto di finanza derivata sottoscritto con Deutsche Bank. Dopo aver raggiunto il picco massimo (-1,6 milioni di euro) nel 2017, i saldi negativi sono calati a 1 milione 484 mila euro per il 2018 ed a 1 milione 368 mila nel 2019.

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