Porto di Savona-Vado ai “lavori forzati”: traffici in calo del 4%

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Traffici in deciso ma non inatteso calo, nei primi sei mesi dell’anno, negli scali di Savona e Vado Ligure. I cantieri aperti per il potenziamento delle strutture e per il ripristino degli ingenti danni causati dal maltempo dello scorso autunno, oltre ai problemi connessi con il crollo di ponte Morandi, hanno rallentato l’attività sia nel settore merci sia in quello passeggeri. La flessione – come emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio su dati dell’Autorità di Sistema Portuale, è stata pari al 4% in termini di volumi movimentati tra gennaio e giugno, pari ad una differenza in meno di 311 mila tonnellate (da 7 milioni 799 mila del 2018 a 7 milioni 488 mila di quest’anno).

La diminuzione dei prodotti petroliferi (-300 mila tonnellate, pari al 9,3%) è stata in parte compensata dai maggiori volumi delle rinfuse solide, passate da 1 milione 494 mila a 1 milione 623 mila tonnellate (+8,7%), ma sono in diminuzione le merci varie (frutta -13,8%, acciai -55,1%, rotabili -4,7%) con l’unica nota positiva che giunge dai prodotti forestali (+12,8%). Diminuisce il numero dei contenitori (da 36 a 26 mila) anche se aumentano le merci containerizzate (da 150 a 259 mila tonnellate).

In forte flessione il traffico passeggeri frenato dall’indisponibilità di Calata delle Vele dove sono i  corso i lavori di approfondimento del fondale per consentire di accogliere navi del massimo tonnellaggio. I croceristi sono diminuiti del 21,5% (da 360 a 283 mila) mentre i passeggeri dei traghetti sono passati da 86 mila a 81 mila (-5,9%). Come ampiamente previsto, il 2019 si sta dimostrando un anno di transizione, in attesa di un 2020 in cui inizieranno a dispiegarsi le potenzialità garantite dal terminal Apm di Vado ma anche dal nuovo Savona Terminal Auto e dai maggiori traffici passeggeri.

 

 

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