L’ex forte di Santo Stefano messo in  vendita dal Demanio per 118 mila euro

Forte Santo Stefano

La vista a mare, che spazia dall’isola di Bergeggi alla Corsica, è impagabile e la superficie – 1.256 metri quadrati coperti e 8.672 mq esterni – è notevole. Eppure il prezzo richiesto è da monolocale: 118 mila 400 euro. Ad essere messo in vendita dall’Agenzia del Demanio è addirittura un baluardo settecentesco, l’ex Forte Santo Stefano (già forte di San Giacomo) costruito agli inizi del XVII secolo sulle pendici del monte di Sant’Elena, al confine tra Vado Ligure e Bergeggi.

In effetti il prezzo basso è giustificato sotto diversi punti di vista: la struttura è in stato di abbandono, priva di qualsiasi tipo di impianto; poi c’è da tenere conto dei vincoli del ministero dei Beni storici e culturali, che ammette quali destinazioni d’uso solo funzioni pubbliche che non comportino sostanziali modifiche all’assetto architettonico, con il mantenimento di tutte le opere riconducibili alle funzioni militari del complesso.  In ogni caso chiunque può fare un’offerte (pari o in aumento rispetto al prezzo indicato) da presentare entro ore 16 di martedì 17 settembre 2019 alla direzione regionale dell’Agenzia del Demanio (via Finocchiaro Aprile 1 Genova); l’apertura delle buste è prevista per il 18 settembre alle ore 10.

Il forte – si legge sul sito del Fai, fondo italiano per l’ambiente – originariamente denominato San Lorenzo, fu edificato a partire dal 1757 sulle rovine del precedente forte di San Lorenzo esistente sul Capo di Vado e demolito nel 1658. I lavori per la sua riedificazione furono affidati inizialmente all’architetto militare e maresciallo di campo Antonio Federico Flobert che il 6 giugno diede l’inizio ai lavori. L’impiego di materiali a basso costo, le sempre più frequenti infiltrazioni d’acqua e altre problematiche legate ai tempi di realizzazione metteranno in cattiva luce l’operato del Flobert; lo stesso cartografo e ingegnere Matteo Vinzoni lo definì “poco buono ingegnere”, influenzando il senato genovese a scegliere nel 1758 il colonnello ingegnere Decotte per il completamento dell’opera.

La nuova direzione tecnica evidenziò le varie problematiche strutturali e soprattutto difensive, il forte era infatti, come i precedenti forti San Lorenzo e Santo Stefano, ben piazzato strategicamente ma troppo esposto ad eventuali attacchi “alle spalle”, le quali porteranno come unica soluzione definita la costruzione di una possente fortezza che inglobasse il già presente forte di Santo Stefano con il nuovo forte di San Giacomo. Ancora oggi le due fortezze sono collegate da mura esterne e passaggi sotterranei. Per la sua posizione strategica fu utilizzato dai soldati francesi di Napoleone Bonaparte durante la Guerra delle Alpi e la Prima Campagna d’Italia tra il 1792 e il 1797.

 

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