Concluso il percorso di fusione: Ips accorpata all’agenzia regionale Ire

IMG_5688

Cala il sipario, dopo 37 anni di attività, su Ips, Insediamenti Produttivi Savonesi, una delle prime società costituite tra soggetti istituzionali e imprese con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico del territorio. Nel tempo, Ips, costituita nel febbraio 1982 su impulso di tre storici sindaci – Umberto Scardaoni (Savona), Piero Ricino (Vado Ligure) e Giuseppe Vallerino (Albisola Superiore) – sostenuti dalle associazioni imprenditoriali savonesi e dalla società regionale Filse, si è trasformata con l’evolversi della legislazione in agenzia interamente pubblica, controllata dall’Amministrazione provinciale e dai Comuni.

Con l’inizio delle difficoltà finanziarie degli enti locali hanno iniziato a diradarsi gli incarichi collegati alla “mission” della società: la gestione di interventi per attrezzare e recuperare aree destinate ad insediamenti produttivi; l’erogazione di servizi di consulenza e assistenza; la gestione di progetti e programmi su scala provinciale. Questo trend, unito al ristagno del mercato immobiliare, ha indotto nel 2016 il presidente Andrea Rovere e l’amministratore delegato Dario Amoretti a sottoporre all’assemblea di Ips la proposta di verificare con la Regione Liguria e con Filse un percorso di fusione con l’agenzia regionale Ire, una sorella maggiore avente finalità analoghe e assetto societario per molti versi sovrapponibile. Percorso che, dopo tre anni vissuti fra complicate procedure e rischi di improvviso default, ha trovato infine conclusione.

In queste settimane i Comuni soci di Ips hanno fatto confluire in Ire le quote detenute in Ips, mentre la struttura tecnica e amministrativa dell’agenzia savonese – una decina di persone – è confluita in Ire anche se continuerà ad operare nella sede di Ips, nella Palazzina Locatelli al Campus Universitario. Proprio nella sede di Legino, questa mattina, gli amministratori di Ips, a conclusione del percorso di accorpamento, hanno voluto ricordare i traguardi raggiunti e le iniziative realizzate sotto le presidenze, in successione, di Luciano Giacobbe, Luciano Pasquale, Federico Berruti, Nanni Ferro, Roberto Grignolo, Carlo Ruggeri, Angelo Vaccarezza e Andrea Rovere.

Le prime iniziative avevano riguardato il recupero di aree per soddisfare le esigenze delle imprese che cercavo sistemazioni più razionali per la loro attività: dal Paip di Legino al recupero di una parte delle aree dismesse nell’insediamento Erg di Savona e nell’ex Agrimont di San Giuseppe di Cairo. Poi la gestione dei Patti Territoriali, che aveva consentito l’acquisizione di decine di milioni di euro di finanziamenti con cui cofinanziare gli investimenti delle imprese (molte quelle legate al turismo e alla portualità) e diverse opere pubbliche, soprattutto nel campo della viabilità. Un vero successo anche la riconversione della Rolam di Altare, il cui sito dismesso è diventato la sede della Cabur trasferita da Albissola, con il salvataggio di 30 posti di lavoro. Sono seguite l’operazione Pertite, con l’obiettivo di avviare un polo produttivo tra Cengio e Millesimo, e la realizzazione del comparto di Parco Doria a Savona, l’iniziativa finanziariamente più consistente ma anche più problematica per il sopravvenire della “gelata” sugli investimenti immobiliari.

E agli interventi per le imprese si sono aggiunti negli anni più recenti quelli per trasformare le città, con i progetti “puntozero” collegati alle “smart city”, alle energie rinnovabili, alla ricerca scientifica (Parco Tecnologico di Ferrania), al recupero innovativo di complessi monumentali (Palazzo della Rovere), fino alle piste ciclabili. Un’attività che, nonostante tutto, non si è mai fermata.

 

 

 

You may also like...