Il “villaggio Nucera” di Ceriale nuovamente all’asta: ora vale 4,2 milioni

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Il prezzo, ora, appare davvero interessante. Sarà venduto all’asta, il prossimo 11 luglio, presso il Tribunale di Savona, l’incompiuto complesso turistico, residenziale e commerciale “Brezza di Mare”, a Ceriale, messo sotto sequestro con l’ipotesi di lottizzazione abusiva nel febbraio del 2011, poi finito nel fallimento della società Geo Sviluppo Immobiliare, controllata dall’imprenditore Andrea Nucera. Il prezzo a base d’asta è fissato in 4 milioni 213 mila euro, ma l’offerta minima da presentare al delegato alla vendita, il commercialista Stefano Pasquali di Savona, è pari a 3 milioni 164 mila euro: importo che non garantisce l’acquisto, ma consente di partecipare alla gara.

Una richiesta drasticamente ridimensionata rispetto all’asta di partenza, nel maggio dello scorso anno, quando, sulla base di un’articolata e complessa perizia dell’ingegnere Giovanni Battista Craviotto di Varazze, l’asticella era stata posta a 7,5 milioni di euro, stima che tiene conto delle volumetrie già costruite, dei costi di ripristino dovuti ai 7 anni di abbandono del cantiere, della oggettiva difficoltà di portare a termine il progetto complessivo iniziale e del mercato immobiliare non proprio brillante. Deserta l’asta dello scorso anno e deserta anche quella del marzo scorso, quando l’importo richiesto era già sceso a 5,6 milioni.

Gli immobili in vendita occupano una superficie di quasi 50 mila metri quadrati, circa un chilometro a ponente del centro di Ceriale, delimitata dalla ferrovia (che separa il comparto dal mare), dalla via Aurelia a monte, dal rio Torsero a ponente e da una pineta a levante. Si tratta della zona T1 del Piano Regolatore Generale, che avrebbe dovuto ospitare il complesso “Brezza di Mare”. All’interno delle aree avrebbero dovuto essere realizzati un albergo a 4 stelle con 56 camere, un residence con 35 alloggi, una cinquantina di alloggi privati ricavati in 5 edifici residenziali e una serie di strutture commerciali.

Al momento del sequestro del cantiere la costruzione era in corso ma lontana dall’essere completata. Il perito del Tribunale ha redatto una stima che indica in oltre 36 milioni di euro i costi che si dovrebbero ancora sostenere per completare l’iniziativa secondo il progetto originario.

 

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