Negata dai giudici la restituzione di aree espropriate 60 anni fa a Celle Ligure

CelleLigure fs

La questione appare un po’ sovraccarica di anni – risale al 1958 – ma per vedere i titoli di coda si è dovuto attendere sino al 9 maggio 2019, qualche giorno fa, quando il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da un’agguerrita famiglia di Celle Ligure che rivendicava – in qualità di eredi – il rientro in possesso di alcune aree che erano state espropriate alla metà del secolo scorso dal prefetto di Savona per la costruzione della linea ferroviaria e della nuova stazione di Celle.  Su alcune di quelle aree il Comune ha, negli anni, realizzato un parcheggio pubblico mentre su altre, a seguito di una variante al piano regolatore, sono state costruiti degli edifici residenziali; altre ancora, infine, con atto notarile del 2002, sono state vendute all’immobiliare Ligurcelle dalla Metropolis Spa, società contenitore dei beni immobiliari delle Ferrovie dello Stato.

Il motivo del contendere, che ha visto come controparti il ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana, era rappresentato dalla richiesta degli eredi dei proprietari di rientrare in possesso della parte di aree che non erano state utilizzate per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria. La legge prevede infatti che gli espropriati possano chiedere “l’accertamento del proprio diritto alla retrocessione parziale delle aree” oggetto del decreto prefettizio.

Un primo ricorso al Tar Liguria, nel 2012, era stato respinto in quanto la ferrovia era stata completata e attivata il 12 maggio 1977 e che il diritto degli interessati si era prescritto nel termine ordinario di 10 anni. Di qui l’appello al Consiglio di Stato, in quanto – secondo la tesi dei ricorrenti – il termine di prescrizione sarebbe iniziato a decorrere dal 2002, data di stipula del contratto di vendita dell’area alla Ligurcelle.

Ma anche in questo caso il ricorso è stato giudicato “ad un tempo inammissibile ed infondato”. Inammissibilità che secondo il Consiglio di Stato discenderebbe anche dal fatto che non sono state specificate le aree che costituiscono oggetto della richiesta di restituzione. Nel ricorso si sottolinea che le aree espropriate nel 1958 sono state oggetto di vicende diversificate senza precisare di quali particelle sia stata chiesta la restituzione.

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