Asili nido e impianti sportivi: i servizi più costosi per il Comune di Savona

palais sistò

La gestione dei cosiddetti “servizi a domanda individuale” costa al Comune di Savona più del doppio di quanto incassa: per essere precisi, visto che gli uffici comunali i conti li hanno fatti all’euro, le somme incassate dagli utenti coprono il 48,73% delle spese. Rispettando, con questa percentuale, quanto fissato dalla legge, che prescrive una quota di copertura non inferiore al 36%. In termini assoluti, a fronte di una spesa calcolata in 4 milioni 656 mila euro, nelle casse municipali arrivano 2 milioni 269 mila euro.

Per “servizi a domanda individuale” si intendono tutte quelle attività gestite direttamente dal Comune che sono utilizzate a richiesta dell’utente e che non sono considerate gratuite da norme nazionali o regionali. A Savona queste attività comprendono gli asili nido; teatro e musei; l’utilizzo delle sale comunali, della fortezza sul Priamàr, del teatro Chiabrera; i corsi extrascolastici (Unitre); le mense (comprese quelle scolastiche); i mercati; gli impianti sportivi.

Questi ultimi comprendono la piscina Zanelli, il palasport di corso Tardy e Benech, il palazzetto di Zinola, la pista di pattinaggio e hockey di via Trincee, la palestra di via Trincee, la palestra di Legino, la palestra di Parco Doria, il complesso polisportivo della Fontanassa, il bocciodromo di Mongrifone, il campi di calcio Briano di Santuario, il campo di calcio Ruffinengo di Legino, il campo di calcio Levratto di Zinola e il campo di calcio del Sacro Cuore in corso Colombo.

Dall’esame delle singole voci, emerge che solo i mercati coprono integralmente le uscite con le entrate (569 mila euro); le mense superano il 70%, con incassi per 957 mila euro a fronte di 1,3 milioni di spesa, e i corsi Unitre sono appena sotto con 20 mila euro di introiti su una spesa di 30 mila. Per il resto la perdita è secca: teatro e musei costano un milione 164 mila euro e ne incassano 389 mila; l’utilizzo delle sale costa 111 mila euro a fronte di 66 mila euro di entrate, dagli impianti sportivi arrivano 19 mila euro su una spesa di 583 mila, mentre per gli asili nido il Comune incassa 250 mila euro a fronte degli 899 mila euro di spesa “considerata”. Questo perché la legge, quando si tratta di determinare la percentuale di copertura dei servizi, consente di abbattere del 50% la spesa effettiva sostenuta per gli asili nido, che è pari a 1 milione 800 mila euro.

 

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