Mezzi di trasporto e prodotti chimici portano in alto l’export savonese

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Altri mezzi di trasporto. Sotto questa voce, che comprende tutto ciò che si muove tranne gli autoveicoli, si nasconde il “segreto” del successo ottenuto dalle esportazioni savonesi nel 2018. Imbarcazioni, aerei, spartineve, locomotive, biciclette che lo scorso anno sono partiti per l’estero in quantità quasi doppia rispetto al 2017: le vendite hanno sfiorato i 236 milioni di euro con una crescita dell’80% rispetto ai 131 milioni dell’anno precedente.

Questa performance ha trainato l’export provinciale che ha raggiunto i 1.751 milioni di vendite con una crescita del 5,6% rispetto al 2017. Dai dati, frutto di un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Savona della Camera di Commercio, emerge che il 2018 non è stato un anno soddisfacente per le vendite all’estero del “made in Liguria”, che nel complesso ha perso il 6,7%, nonostante il balzo dell’export della provincia di Imperia (475 milioni, +12,9%) e della Spezia (782 milioni, +13,2%); ha pesato la forte flessione di Genova che con 4 miliardi 492 milioni ha lasciato sul terreno, da un anno all’altro, quasi il 15% di valore.

Da rilevare che Genova rappresenta il 60% dell’export ligure, con Savona al 23%, La Spezia all’11% e Imperia al 6%. Le esportazioni delle imprese savonesi hanno potuto contare anche lo scorso anno sul determinante contributo dei prodotti chimici (gli additivi per lubrificanti di Infineum), che hanno totalizzato 732 milioni (+6,2%), mentre i prodotti automotive (componentistica auto) sono rimasti stabili a quota 120 milioni. In sensibile discesa le vendite all’estero di coke e prodotti petroliferi raffinati: 175,7 milioni (erano 231,9 milioni nel 2017, -24,2%).

Da segnalare le maggiori esportazioni di carta e cartoni (8 milioni, +24,6%) e ilo lieve incremento dei prodotti dell’industria alimentare (30,9 milioni, +1,6%); bene anche gli articoli in gomma e plastica (52,5 milioni, +6,6%). Tra le voci negative, è andata peggio per i prodotti dell’agricoltura che, con 135,1 milioni, hanno registrato una flessione del 18,7% (erano 166,2 milioni nel 2017); in leggero calo anche le vendite all’estero dei prodotti della lavorazione di minerali non metallici, passati da 44,5 a 43,5 milioni di euro (-2,2%) e flessione più accentuata per le esportazioni di prodotti elettronici, scesi da 35,2 a 32,7 milioni (-7,8%).

 

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