Puc di Andora da modificare:  Tar accoglie ricorso dei proprietari di un terreno

andora municipio

Il Comune di Andora dovrà modificare il Piano urbanistico per consentire ai comproprietari di un terreno di realizzare un intervento edilizio che le norme introdotte nel 2008 avevano impedito con l’azzeramento dell’indice di edificabilità. Lo ha deciso il Tar Liguria accogliendo il ricorso dei privati nonostante l’opposizione del Comune, mentre Provincia di Savona e Regione Liguria, chiamate anch’esse in causa, avevano rinunciato a costituirsi in giudizio.

I proprietari del terreno avevano chiesto l’annullamento del Piano urbanistico comunale “quanto meno nella parte in cui trasferisce la zona censita al foglio 51 mappale 484 dalla zona residenziale CC2 di cui al precedente PRG con indice di edificabilità territoriale mc/mq 0,25 all’attuale zona Re – S8”. In pratica le aree in questione, a ponente del torrente Merula, nella zona della stazione ferroviaria, erano state trasferite da una zona che il vecchio Prg classificava “residenziale di espansione” ad una zona residenziale satura. Ma già nel 2004 i proprietari avevano presentato domanda di permesso a costruire in quella zona.

Il Comune aveva subito comunicato che l’istanza veniva sospesa in attesa dell’adozione del nuovo Piano urbanistico in quanto, trattandosi di zona vincolata, la legge regionale vietava il rilascio di nuove licenze edilizie. Con una seconda nota, nel 2006, l’amministrazione comunicava che l’adozione del progetto preliminare del Puc aveva fatto scattare il regime di “salvaguardia” e che il lotto in questione “ricade in zona Re-S8 (satura) di PUC nella quale sono vietate tutte le nuove costruzioni”. Quindi domanda respinta.

Invano i proprietari facevano osservare che per evitare disparità di trattamento occorreva completare l’edificazione della zona, proponendo anche di cedere gratuitamente una parte delle aree alla municipalità. Rispondendo all’osservazione, il Comune rilevava che pur confermando il giudizio precedente, la proposta contenuta nella nuova osservazione “presentava aspetti di maggiore interesse pubblico che potrebbero essere presi in considerazione anche successivamente all’entrata in vigore del Puc nell’ambito della revisione periodica a cui  sarà sottoposto”.

Ma a questo punto la questione si era già trasferita sul terreno giudiziario. E il Tar Liguria ha concluso che la presentazione di presentare osservazioni nel corso del procedimento per l’adozione del piano impone alla pubblica amministrazione “un onere di motivazione più stringente, pur a fronte dell’ampio potere discrezionale di cui dispone, ogni qual volta emergano degli elementi idonei a censurare il piano per illegittimità” qualora risulti, come in questo caso, “una possibile ingiustificata disparità di trattamento tra beni immobiliari posti nella medesima zona, ma aventi qualificazione urbanistica differente”.

E’ infatti risultato che altri immobili, vicini a quello dei ricorrenti, inseriti nella stessa zona Re-S8, siano stati classificati diversamente. Di qui la necessità da parte del Comune di motivare più compiutamente la scelta, un obbligo che non è stato “adeguatamente assolto”. Di qui la decisione: annullamento di tutti gli atti del Puc 2008 limitatamente però al terreno in causa e spese compensate tra le parti.

You may also like...