Appalto rifiuti senza fine a Pietra Ligure: dopo 6 anni parte nuova gara

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Il Comune di Pietra Ligure ha rotto gli indugi: attraverso una procedura negoziata, che non prevede la pubblicazione di un nuovo bando di gara, sarà individuato il nuovo gestore dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Saranno selezionati cinque operatori specializzati nel settore tra cui scegliere quello a cui affidare l’appalto. La nuova procedura di gara prevederà inoltre che le condizioni non siano sostanzialmente modificate salvo lievi aggiornamenti del servizio e dell’importo nei limiti del 10% dell’importo originario dell’appalto precedente, avviato nel 2013 e che è stato contrassegnato da vicende sconfinate nel contenzioso amministrativo e in procedimenti penali, con 5 condanne in Tribunale nel luglio 2017.

All’appalto del 2013 avevano partecipato due concorrenti Ata Spa di Savona e Teknoservice di Piossasco. Quest’ultima veniva esclusa dalla gara in quanto secondo la commissione giudicatrice l’offerta tecnica risultava inferiore alla soglia minima prevista dal disciplinare. Ata Spa si era così aggiudicata il servizio per un importo di 10,8 milioni di euro (6 anni di gestione). Teknoservice si era rivolta al Tar Liguria contro il Comune di Pietra e Ata chiedendo l’annullamento dell’appalto e il Tribunale amministrativo, esaminate le carte, chiese al Comune di Pietra Ligure, in attesa della sentenza di merito, di valutare “l’opportunità di pronunciarsi in autotutela sulle questioni poste dalla ricorrente”.

La giunta comunale, a quel punto, deliberava di annullare d’ufficio gli atti della commissione di gara relativi all’affidamento del servizio. Nel febbraio 2015 il Tar ordinava al Comune di acquisire copia di tutta la documentazione di gara presso l’autorità giudiziaria penale che nel frattempo ne aveva disposto il sequestro avendo accertato delle irregolarità con ipotesi di turbativa d’asta, corruzione e truffa. Il passo successivo era stato la nomina di una nuova commissione di gara con il compito di rivisitare le offerte tecniche di Ata e Teknoservice.

Anche questa revisione, tuttavia, non modificava l’esito della gara: ATA 70 punti e Teknoservice 18,2 punti, sotto quindi al minimo stabilito dal disciplinare di gara (28/70), con esclusione confermata. Così come confermato era l’affidamento del servizio di igiene urbana ad Ata. Nuovo ricorso della ditta piemontese, nuovo intervento del Tar e, nell’ottobre 2017, la nomina della terza commissione giudicatrice. Nel maggio del 2018 i nuovi commissari escludevano Ata dalla gara e nel settembre successivo valutavo l’offerta tecnica di Teknoservice, che raggiungeva un punteggio di 26,5 punti su 70, ma che – riparametrata – raggiungeva automaticamente il punteggio massimo, essendo l’unica offerta ammessa a valutazione.

Tuttavia la Commissione metteva a verbale che “l’offerta tecnica non avrebbe raggiunto, prima della riparametrazione, la soglia di sbarramento di 28 punti su 70 prevista dal disciplinare.  Lo stesso disciplinare di gara, aggiungeva la Commissione “richiama la facoltà della stazione appaltante di decidere comunque di non procedere all’aggiudicazione se nessuna offerta risulti conveniente od idonea”.  E la giunta comunale, preso atto che l’offerta tecnica di Teknoservice aveva ottenuto un punteggio inferiore alla soglia minima di 28 punti anche nelle due precedenti valutazioni compiute da parte di Commissioni di gara diverse, decideva di non procedere all’aggiudicazione del servizio. Ora si riparte da zero.

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