Il “villaggio turistico” di Nucera in vendita a Ceriale per soli 5,6 milioni

Ceriale nucera T1

Nuovo tentativo di vendita in Tribunale, a Savona, il prossimo 26 aprile, a prezzo fortemente scontato, del mai completato complesso turistico, residenziale e commerciale “Brezza di Mare”, messo sotto sequestro con l’ipotesi di lottizzazione abusiva nel febbraio del 2011, poi finito nel fallimento della società Geo Sviluppo Immobiliare Italia Srl, controllata dall’imprenditore Andrea Nucera. Il relativo processo penale si era concluso, nel 2016, con la condanna di Nucera a 4 mesi di reclusione per semplice abuso edilizio e con l’assoluzione di vari coimputati.

L’asta, sulla base della complessa perizia datata 2016 dell’ingegnere Giovanni Battista Craviotto di Varazze, dopo un primo tentativo andato deserto, era ripartita nel maggio dello scorso anno da un importo di 7,5 milioni di euro. La stima teneva conto delle volumetrie già costruite, degli ingenti costi di ripristino dovuti agli anni di abbandono del cantiere, dell’oggettiva difficoltà di portare a termine il progetto complessivo iniziale e del mercato immobiliare non proprio brillante. Ma lo “sconto” non era stato sufficiente a suscitare l’interesse di eventuali investitori: nessuno si era presentato.

Ora si riparte da una base decisamente più bassa: 5,6 milioni di euro, con un’offerta minima fissata in 4 milioni 219 mila euro da presentare entro le ore 13 del 24 aprile al delegato alla vendita, il commercialista savonese Stefano Pasquali. Il Tribunale e il curatore del fallimento, Alberto Marchese, hanno previsto, in caso di nuova battuta a vuoto, un ulteriore tentativo di vendita da effettuare entro 90 giorni, con un ulteriore “taglio” di prezzo pario al 25%.

Gli immobili in vendita in un unico lotto occupano una superficie di 48.500 metri quadrati, di cui 40 mila di proprietà e 8.500 sui quali la Geo Immobiliare era in possesso del solo indice edificatorio. Il comparto si trova a circa un chilometro a ponente del centro di Ceriale, delimitato dalla ferrovia (che lo separa dal mare), dalla via Aurelia a monte, dal rio Torsero a ponente e da una pineta a levante. Si tratta della zona T1 del Piano Regolatore Generale, che avrebbe dovuto ospitare il complesso “Brezza di Mare”. All’interno delle aree avrebbero dovuto essere realizzati un albergo a 4 stelle con 56 camere, un residence con 35 alloggi, una cinquantina di alloggi privati ricavati in 5 edifici residenziali e una serie di strutture commerciali. Al momento del sequestro del cantiere la costruzione era in corso ma lontana dall’essere completata. Il perito del Tribunale ha stimato in oltre 36 milioni di euro i costi che si dovrebbero ancora sostenere per completare l’iniziativa secondo il progetto originario.

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