Calizzano: l’hotel Villa Elia riapre a fine marzo in versione centro benessere

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L’albergo Villa Elia di Calizzano riaprirà domenica 31 marzo in versione riveduta e corretta, adeguandosi alle nuove tendenze che si stanno affermando tra chi va in vacanza (con la trasformazione in centro benessere) e tuttavia mantenendo il tradizionale “appeal” basato sulla suggestione del paesaggio e sulle risorse gastronomiche locali (funghi, castagne e altri prodotti del sottobosco). Tutto questo per rinverdire quella vocazione turistica che Calizzano aveva saputo sviluppare già alla fine dell’800, quando era divenuto residenza estiva di diverse famiglie nobili genovesi che lo raggiungevano in carrozza.

Negli anni ’50 del ‘900, Calizzano ritornò a riscuotere successo presso gli italiani e in particolare presso le famiglie genovesi, ma anche provenienti da Savona e Imperia, tanto da meritarsi la fama di una “piccola Svizzera” in Liguria, offrendo agli ospiti anche la possibilità di farsi qualche sciata. È in questo contesto che Elia e Ubaldo Calcagno decisero di trasformare quello che allora era solamente un campo di patate in una piccola pensione a conduzione familiare, che chiamarono Villa Elia.

Nel 1978 Ezio, figlio dei coniugi Calcagno, e la moglie, Mariarita, subentrarono nella gestione dell’attività. Da allora Villa Elia si è sviluppata sia come hotel sia come ristorante. L’hotel è principalmente frequentato da chi vede in Calizzano la meta ideale per un soggiorno climatico durante i caldi mesi estivi, da sportivi e da stranieri. Il ristorante è rinomato soprattutto per i prodotti a base di funghi e castagne.

Ma ora arriva il cambiamento. Assume la gestione dell’hotel-ristorante la figlia di Ezio e Mariarita, Alice. Laureata alla Bocconi, dipendente di una multinazionale, quando sente i genitori decidere di chiudere l’attività per godersi la meritata pensione, decide di lasciare Milano e il lavoro per tornare alle origini e non vanificare i sacrifici e le soddisfazioni delle generazioni che l’hanno preceduta. Tornare significa però, per Alice, portare qualcosa di nuovo, qualcosa che possa fare crescere non solo la sua attività, ma anche la sua terra. Il nuovo turismo ha bisogno di nuove idee e nuovi imprenditori.

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