Servono sei milioni per non rischiare che Legino finisca sott’acqua

 

legino moliner

E’ stato approvato dalla giunta comunale di Savona il progetto di fattibilità tecnica ed economica dei lavori di mitigazione del rischio idraulico del rio Molinero, corso d’acqua ormai quasi completamente tombinato che scorre sotto l’abitato di Legino. Realizzato dallo studio dell’ing. Paolo Gaggero, il progetto vale complessivamente 6 milioni di euro; un intervento di primo stralcio, già individuato, vale 1,2 milioni e potrebbe essere realizzato qualora il Comune fosse ammesso all’assegnazione dei finanziamenti nell’ambito del Fondo Strategico Regionale 2019-2020.

Il progetto riguarda un tratto intermedio dell’alveo e delle sue pertinenze e precisamente quelle comprese tra la copertura su cui poggia il parcheggio pubblico a monte di via Bonini e lo sbocco del rilevato ferroviario a monte di via Nizza.  I tratti a monte e a valle di questo tratto intermedio sono destinati ad interventi diversi. In particolare a monte si tratta di lavori di entità modesta, alla confluenza dei due rami del rio Molinero, nei pressi dell’autostrada Genova – Ventimiglia e nelle aree del Campus universitario; a valle l’intervento riguarda l’ampliamento dell’attraversamento di via Nizza sino al mare, da attuarsi attraverso convenzioni urbanistiche relative al complessivo riassetto edilizio di via Nizza.

Il tratto interessato dallo studio e del progetto si sviluppa per circa 650 metri e comprende, oltre a via Bonini con le sue pertinenze ed il rilevato ferroviario, anche l’area dello stadio Bacigalupo, il centro abitato di Legino, l’attraversamento di via Stalingrado. Nel corso degli anni sono stati eseguiti diversi lavori nel tratto compreso tra il ponte dell’Autostrada dei Fiori e la copertura al traverso di via Bonini. Nulla è stato invece realizzato a partire dal ponte di via Bonini sino alla foce, anche se molti sono stati i tentativi di soluzione, almeno sotto il profilo progettuale, dei problemi di sicurezza idraulica nelle aree circostanti lo stadio Bacigalupo, l’abitato di Legino e la zona litoranea tra gli ex Cantieri Solimano e Villa Zanelli.

La densità edilizia del centro di Legino impedisce operazioni di sostanziale modifica dell’alveo del corso d’acqua. Gli studi pregressi hanno per ora indicato la necessità di un canale di bypass che raccolga parte delle portate a monte del campo sportivo per restituirle all’alveo originale prima dell’attraversamento del rilevato ferroviario. Questa proposta resta l’unica risolutiva dei problemi di esondazione, ma la sua complessità ha suggerito di rinviare il tema ad approfondimenti a medio termine e di studiare interventi cantierabili di mitigazione del rischio idraulico.

Il progetto approvato prende atto di tutte le precedenti elaborazioni e sviluppa il tema con criteri meno conservativi del passato sulle aree occupate dall’alveo e con un intervento (meno ambizioso) di mitigazione del rischio. Previste demolizioni di parte dell’attuale soletta con innalzamento degli argini nell’alveo nell’area utilizzata come parcheggio a monte del ponte di via Bonini; la demolizione e ricostruzione del ponte a due luci di via Bonini, con una struttura ad unica luce di 9,50 metri; la demolizione della soletta di copertura della tombinatura a fianco dello stadio con rialzamento degli argini. La sezione idraulica del corso d’acqua sarà ampliata lungo tutto il percorso.

Le opere più importanti sotto il profilo strutturale riguardano le solette stradali e ferroviarie. Queste ultime saranno comunque affidate all’intervento diretto delle Ferrovie, che attualmente stanno affrontando il problema in un più ampio contesto che riguarda la nuova sistemazione dei fabbricati per la manutenzione dei treni.

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