“MelaDay” sabato a Cairo: ultima occasione per adottare una piantina

Meladay mostra

MelaDay: ancora in piazza (sabato prossimo, 9 marzo, a Cairo Montenotte), otto anni dopo. In questi anni dalla prima edizione nel 2011, “siamo riusciti a riportare sul territorio di 57 diversi comuni 4019 nuove piantine di melo innestate con le 21 delle antiche varietà di mele della Valle Bormida” spiega Giampiero Meinero, grande animatore della Condotta Slow Food delle Valli Bormida.

La sua è una storia che si intreccia con quelle di un gruppo di appassionati che da otto anni si sono impegnati per salvare dall’estinzione le antiche varietà di mele dell’entroterra, che altrimenti sarebbero andate perse. A lanciare l’idea era stato Angelo Vallebona, un ottantenne altarese che, ancora oggi, coltiva nel suo frutteto alcuni alberi di mele, le cui origini sono ultracentenarie. Vallebona, per scongiurare la scomparsa dei suoi frutti, si era offerto di regalare semi e innesti alla Condotta Slow Food

Da quella intuizione era nata una manifestazione, il “MelaDay” (il giorno della mela) che dal 2011 la Condotta organizza in piazza della Vittoria, a Cairo Montenotte, in concomitanza con lo svolgimento del Mercato della Terra. Quest’anno l’appuntamento si terrà dalle ore 8,30 alle 12,30 di sabato 9, e avrà un sapore particolare visto che sarà l’ultima occasione, per i valbormidesi e non, per ottenere una marza  ossia un innesto di una varietà locale di melo. In realtà i più mattinieri potranno anche avere una piantina innestata in tempo reale.

A nove anni dall’avvio del progetto, la scommessa di quei volontari può dirsi vinta perché le varietà di mele antiche non rischiano più l’estinzione. E’ stato un lavoro impegnativo, sia dal punto di vista logistico che organizzativo, con la creazione del registro dei “melocustodi” e la predisposizione delle schede pomologiche con il nome delle varietà italianizzato e il nome dialettale (riprodotto con una grafia intuitiva) grazie alle ricerche del professor Luigi Vallebona che in una sua interessante pubblicazione afferma che preservare le antiche varietà di mele significa, nello stesso tempo, rivitalizzare antiche voci dialettali e trasmetterle alle nuove generazioni.

Sabato, in piazza, sarà allestita una mostra fotografica per illustrare le schede pomologiche delle 21 varietà di mele antiche recuperate. In base ai dati del registro, tra le 21 varietà di mele della tradizione, quella più richiesta è stata “Boccon del prete”, che detiene quasi il 10% delle preferenze dei consumatori, seguita dalla mela “Cichinetta” (9%) e dalla mela “Carla”. Nei comuni della Valle Bormida ligure e dintorni sono state adottate 3.060 piantine. Cairo Montenotte è il comune con più adozioni (462 piantine), seguito da Millesimo (265) e Cengio (196). Ma le mele della Valle Bormida hanno varcato i confini provinciali e regionali e sono state apprezzatissime anche in provincia di Cuneo (505 ), nell’Alessandrino (183) e nell’Astigiano (85). Trovando estimatori anche nel resto della Liguria, con Genova (154 piantine) e alla Spezia (32).

 

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