Ottiene la licenza ma non può costruire perché gli cambiano il piano di bacino

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Aveva ottenuto nel 2012 la licenza edilizia per l’ampliamento della propria casa di abitazione, in parte destinata anche ad attività ricettive, dopo aver regolarmente versato gli oneri richiesti dall’amministrazione comunale di Boissano. Ma, a causa delle modifiche apportate al piano di bacino che interessava il terreno di sua proprietà, assegnandogli una situazione di rischio idraulico più elevata, non aveva potuto realizzare le opere previste, subendo un danno patrimoniale.

Per questo si era rivolto al Tar Liguria chiedendo la restituzione delle somme versate e la condanna dell’amministrazione comunale al risarcimento del danno. I giudici amministrativi gli hanno dato ragione, ma solo per quanto riguardava la restituzione degli oneri (quasi 46 mila euro) ed i relativi interessi maturati, mentre si sono dichiarati incompetenti sul risarcimento: deve occuparsene la magistratura ordinaria, il tribunale civile. Che era poi la tesi del Comune di Boissano, pronto a riconoscere il debito relativo agli oneri, ma non la competenza del tribunale amministrativo sulla richiesta di danno.

E’ una storia, almeno in apparenza, di incomunicabilità burocratica. Parallelamente al procedimento per il rilascio della licenza edilizia, il Comune aveva infatti adottato una serie di atti volti a riconoscere che si era incrementato lo stato di pericolo idraulico della zona, rendendo impossibili i lavori. Del resto l’autorità regionale di bacino, già nel 2010, aveva proposto una netta elevazione del profilo di rischio del territorio.  Il proprietario del fondo, sulla base degli atti, ha chiesto il risarcimento delle spese sostenute per la progettazione e gli altri costi sostenuti.  Ma su questa seconda richiesta i giudici amministrativi, richiamando un orientamento sempre più chiaramente espresso dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, hanno dichiarato il proprio difetto di giurisdizione, “potendo l’interessato riassumere la lite avanti al tribunale ordinario competente”.

 

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