Ricorso respinto: decaduta la concessione dei bagni Marinella di Loano

Loano Marinella

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria ha respinto il ricorso presentato contro il Comune di Loano da Marinella Beach srl, la società di gestione dello stabilimento balneare con ristorante di lungomare Nazario Sauro, sul litorale loanese. Il ricorso era rivolto ad ottenere l’annullamento degli atti con cui l’amministrazione comunale aveva dichiarato la decadenza della concessione demaniale per morosità nel pagamento dei canoni annuali, a partire dal 2014. Canoni che avevano subito un consistente aumento a seguito della legge finanziaria del 2007, alterando – era la tesi di Marinella Beach – il piano finanziario che due anni prima, nel 2005, l’aveva indotta a rilevare l’attività, subentrando nella concessione balneare.

I giudici amministrativi, nella sentenza, osservano che nell’ambito del rischio di impresa rientra anche la modifica dei regime tributario, “nei limiti della ragionevolezza”. In questo caso, l’obbligo a pagare per il 2014 e gli anni seguenti un canone di circa 40 mila euro non può “considerarsi alla stregua di un’irreversibile alterazione dell’equilibrio negoziale, visto anche il prezzo dichiaratamente corrisposto (oltre 600 mila euro) nel 2005 per il subentro nella titolarità della concessione”. Per il Tar Liguria proprio l’intesa sul prezzo di subentro “derivò dalla consapevolezza di poter conseguire utili tali da poter far fronte anche al maggior costo imposto dallo Stato per i titolari delle concessioni demaniali marittime”.

Sicuramente lo Stato aggravò l’onere a carico dei concessionari delle spiagge, “ma tale incremento contributivo – aggiunge la sentenza – non fu tale da indurre i debitori all’impossibilità di ritrarre un ragionevole utile dall’attività svolta”. D’altra parte l’amministrazione comunale ha certificato in udienza che negli ultimi anni il concessionario aveva corrisposto al Comune solo cento euro, e neanche questi come pagamento dei canoni demaniali. Ricorso infondato, in conclusione, con la società ricorrente condannata a pagare le spese di giudizio.

Il caso Marinella era esploso in piena stagione estiva, nel luglio dello scorso anno, quando vigili urbani e Guardia Costiera erano intervenuti per dare seguito ad un’ordinanza di sgombero delle attrezzature seguita alla dichiarazione di decadenza della concessione. Il ricorso al Consiglio di Stato aveva poi consentito allo stabilimento balneare di portare a termine la stagione.

 

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