Fondi regionali a disposizione per proteggere la piana ingauna dalle alluvioni

danni albenga 10nov2014

La Regione Liguria ha deliberato l’aumento dei fondi sul bando del Programma di Sviluppo Rurale rivolto a finanziare investimenti “in azioni di prevenzione volte a ridurre le conseguenze delle calamità naturali, avversità climatiche” (misura 5.1 del PSR). Il bando, che disponeva di soli 700 mila euro è stato portato a 4 milioni di euro. «Questo aumento del finanziamento consentirà al Comune di Albenga di presentare domanda per il progetto di messa in sicurezza di Rio Fasceo sotto Campochiesa dove le aziende agricole, molte volte negli ultimi anni, hanno purtroppo subito disastrosi danni dalle esondazioni» è stato il commento positivo del presidente di Cia Agricoltori di Savona, Mirco Mastroianni.

«Come associazioni di categoria – ha aggiunto il direttore provinciale Cia Osvaldo Geddo – abbiamo seguito gli sviluppi della fase progettuale che Comune ha portato a livello esecutivo ed abbiamo chiesto all’unisono che Regione stanziasse le somme necessario nel Bando specifico a cui il Comune deve partecipare. La vicenda dei danni agricoli aveva creato delusione e polemiche; siamo soddisfatti che prevalga finalmente il buonsenso e possa essere finanziato un intervento importantissimo per gli agricoltori albenganesi».

Il Comune di Albenga aveva affidato all’ingegnere Roberto De Salvo, dello Studio Staiges di Savona, la progettazione esecutiva dei lavori per la messa in sicurezza idraulica di una parte rilevante della piana ingauna, quella attraversata, in frazione Campochiesa, dal rio Fasceo e dal canale Carendetta di regione Rapalline. Il progetto ha stimato in 3 milioni di euro il costo dell’intervento, che prevede anche il ricorso all’espropriazione dei terreni lungo gli alvei, in quanto necessaria per poter ampliare le sezioni idrauliche dei corsi d’acqua.

Le sezioni idrauliche (mediamente 2 metri per 1,5) dei due corsi d’acqua, che scorrono lungo sponde in parte in terra e in parte in calcestruzzo, si sono dimostrate nel corso delle ricorrenti alluvioni insufficienti a garantire un regolare deflusso delle acque in caso di abbondanti precipitazioni. L’urgenza della messa in sicurezza della piana era stata sottolineata in più occasioni dalle organizzazioni degli agricoltori.

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