Approvato il porto a secco in regione Serra a Spotorno: costerà 3 milioni  

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Il recupero del terrapieno (ex discarica) di regione Serra, all’estremo ponente di Spotorno, sarà attuato in due fasi distinte e costerà, complessivamente, 3 milioni di euro. E’ quanto prevede un articolato progetto – al momento fermo al livello dello studio di fattibilità tecnica ed economica – redatto dall’ing. Paolo Gaggero di Savona che, a sua volta, ha recepito i contenuti delle precedenti progettazioni sulla messa in sicurezza dell’area eseguiti dagli ingegneri Massimo Cremonini e Alessandro Barbero. L’ing. Gaggero, su indicazione della giunta comunale, è andato oltre: non più soltanto lavori finalizzati a stabilizzare il terrapieno, ma anche opere finalizzate alla valorizzazione e all’utilizzo dell’area a mare, compresa la realizzazione di un porto a secco.

I primi studi tecnici risalgono al 2012 con l’incarico all’ing. Cremonini. Nel 2013 un’ordinanza del sindaco di Spotorno ingiungeva all’Agenzia del Demanio, proprietaria dell’area demaniale marittima, di mettere in sicurezza il sito, dopo che i Vigili del Fuoco avevano accertato l’esistenza di una situazione di pericolo. Contro l’ordinanza l’Agenzia del Demanio presentò al Tar Liguria un ricorso che venne respinto. Di qui l’avvio di un confronto per risolvere il problema, a partire dall’elaborazione di un progetto condiviso.

Così nel 2017 è stat0 affidato all’ing. Gaggero lo studio di interventi strutturali sul litorale e in particolare la realizzazione di un ricovero per imbarcazioni, completo di strutture di alaggio e varo, in regione Serra, “anche sul sedime della residuale discarica di materiali inerti”.  Finalmente, nell’ottobre scorso, è stato sottoscritto fra il Comune di Spotorno, l’Agenzia del Demanio e il Provveditorato alle Opere Pubbliche un accordo che prevede la predisposizione di un progetto unitario suddiviso in due lotti funzionali di intervento, il primo relativo alla messa in sicurezza del terrapieno (di competenza dell’Agenzia del Demanio e del Provveditorato) e il secondo di competenza Comunale relativo “porto a secco”.

Lo studio di fattibilità ha suddiviso la stima di spesa in 750 mila euro per la prima fase, a carico dell’Agenzia del Demanio, e in 2 milioni 250 mila euro per la seconda, che sarà a carico dell’amministrazione comunale.

 

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