Italiana Coke migliora conti, export e chiede più spazi in porto

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Italiana Coke, società cairese in procedura di concordato preventivo, ha approvato i dati di bilancio semestrali. L’andamento del secondo semestre 2018, spiega l’azienda in una nota, “consolida la strada del risanamento, che già aveva registrato buoni risultati nei due semestri precedenti”. Il fatturato semestrale sfiora i 70 milioni di euro e il margine operativo lordo cresce a 3,6 milioni, “permettendo di chiudere il periodo con un utile di circa un milione, che contribuisce al progressivo rafforzamento del patrimonio. Fatturato e Ebitda (parametro che misura la capacità di generare cassa) segnano una progressione sia sul semestre gennaio – giugno 2018 sia su quello precedente e sono in linea con quanto previsto dal piano di impresa del concordato omologato nel 2015.

La produzione di coke si è assestata su 220 mila tonnellate, con una media superiore a 92 sfornamenti al giorno (la proiezione annua porta al quantitativo complessivo di 440 mila tonnellate). Inoltre, Italiana Coke, utilizzando il gas prodotto nel ciclo di lavorazione del carbone, ha generato energia per più di 58 milioni di kilowattora e l’ha ceduta ad un valore medio superiore a 68 euro a megawattora. L’azienda ha consegnato ai clienti di tutto il mondo 199 mila tonnellate di coke, scontando le fatture grazie al credito garantito dalle 8 banche che hanno assicurato la continuità produttiva. “La situazione finanziaria – prosegue la nota – è oggi equilibrata e sostenibile. Cresce il fatturato estero, che rappresenta ormai più del 73% del fatturato complessivo coke”.

Il consuntivo semestrale è stato commentato in termini positivi dall’amministratore delegato del gruppo, Paolo Cervetti: “Abbiamo iniziato il cammino con un Ebitda vicino allo zero: il progressivo e forte recupero sui conti societari che sta avvenendo, anche se con le difficoltà legate alle contingenze dei mercati in cui l’azienda opera, rende oggi evidente che con programmazione e dedizione, e con la indispensabile collaborazione di tutti le parti interessate (personale dipendente diretto ed indiretto, fornitori dell’indotto, ma anche del sistema bancario e degli enti) è possibile non solo preservare, ma anche sviluppare un importante pezzo dell’industria italiana, un’azienda rilevante nel panorama ligure e fondamentale per il territorio savonese, ma anche orientata all’export e di fondamentale sostegno al comparto industriale delle fonderie italiane”.

“Ora – prosegue Cervetti – non dovrebbero più esserci ostacoli all’erogazione del finanziamento del ministero dello Sviluppo Economico (circa 13,5 milioni di euro, più contributo a fondo perduto di 1,7 milioni di euro) in tempi brevi, il che ci permetterà di iniziare il rimborso ai creditori chirografari; le banche che supportano la continuità hanno apprezzato i buoni risultati, confermato l’appoggio al gruppo e accettato di essere rimborsate dopo i fornitori. Possiamo quindi dedicarci a migliorare ulteriormente gli aspetti operativi, soprattutto in considerazione del maggiore export, che rappresenta un’ottima notizia per l’azienda ma anche per il porto, dove tuttavia è necessario rivedere gli spazi disponibili, che non sono più sufficienti”.

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