Aumentate del 50% in sei anni le imprese cinesi in provincia di Savona

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Ieri, 5 febbraio, è iniziato l’”anno del maiale” per la comunità cinese che viva e lavora in Italia. Una festa che coinvolge oltre 50 mila piccoli imprenditori nati in Cina (50.797), di cui quasi un migliaio attivi in Liguria. Una comunità che lavora e cresce del 23% in sei anni e dell’1,8% nell’ultimo anno in Italia e del 39% in cinque anni e dell’1,9% in un anno in regione. Il quadro statistico è frutto di un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, su dati del Registro imprese al terzo trimestre 2018, 2017 e 2012 relativi ai titolari di impresa individuale attiva nati in Cina.

Gli imprenditori cinesi in Liguria sono 957, in larga maggioranza concentrati a Genova e provincia (595), seguita da Savona (135), La Spezia (128) e Imperia (99). La crescita in 6 anni è stata massiccia a Genova (+45%), ma ancora più forte a Savona (+50%), più bassa alla Spezia (+22%) e Imperia (+18%). In particolare, in provincia di Savona, le imprese con titolare nato in Cina sono presenti soprattutto nel commercio ambulante e in sede fissa (68), nei servizi alla persona (29), nelle attività ricettive e ristoranti (29). Solo 3 nel manifatturiero (industria o artigianato di produzione).

Sono Milano (5.620 titolari di impresa individuale) e Prato (5.245) i territori dove si concentrano il maggior numero di imprenditori provenienti dalla Cina. Vengono poi Firenze con quasi 4 mila piccole attività, Roma con oltre 3 mila e Napoli con circa 2.500. Superano i mille imprenditori anche Padova, Torino, Modena, Bologna, Reggio Emilia e Brescia. In sei anni crescono gli imprenditori cinesi soprattutto a Rieti (+155%) e Bolzano (+147%). Quasi 20 mila imprenditori sono attivi nel commercio e 17 mila nel manifatturiero. Ci sono poi oltre 7 mila imprese dell’alloggio e ristorazione e oltre 4 mila nei servizi alla persona. E se il manifatturiero si concentra in Toscana (7.485 imprese su 17.572 in Italia, 42,5% nazionale), la Lombardia è prima per presenza di ristoratori e baristi (2.564 imprenditori su 7.131, 36% nazionale) e fornitori di prestazioni alla persona (1.908 su 4.775, il 40%).

 

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