C’è voluto un decreto della Regione per autorizzare il falò di Casanova

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I poco più di 700 abitanti di Casanova Lerrone e soprattutto i confratelli della locale congregazione di Sant’Apollonia possono dormire sonni tranquilli: domenica prossima, ancora una volta, avranno il privilegio di ammirare le fiamme levarsi al cielo dal falò che sarà acceso in onore della Santa martire di Alessandria d’Egitto, patrona dei dentisti. Il falò, tradizione pagana cara agli antichi popoli liguri ma qui reinterpretata in chiave religiosa, accompagna da secoli la vita di questa comunità dell’estremo ponente savonese che si assottiglia con il passare del tempo (gli abitanti erano 2000 ai tempi dell’Unità d’Italia) nonostante l’apporto di un centinaio di immigrati stranieri, la cui componente più rilevante è giunta non dal Terzo Mondo ma dalla Germania.

Il falò per commemorare Sant’Apollonia si farà anche quest’anno, tempo permettendo, in località Case Soprane alle ore 17, ma è stata una vera faticaccia, perché di mezzo c’era la vicinanza con il bosco, e non era possibile rispettare la distanza di sicurezza fissata in metri cento. C’è voluta un’istanza alla Regione e si è dovuto attendere il decreto di approvazione. Gli auspici erano comunque favorevoli, nel senso che non è in vigore lo stato di “grave pericolosità per gli incendi boschivi” e che anche le marche da bollo – sull’istanza e sull’autorizzazione – erano a posto.

Poi, evidentemente, ci si è assicurati di circoscrivere l’area intorno al falò e rimuovere anche il più piccolo cespuglio; il terreno intorno alla catasta dovrà essere bagnato prima di appiccare il fuoco e sul posto dovrà stazionare un mezzo munito di cisterna e pompa per l’acqua. E comunque dovrà essere accertata l’assenza di vento che potrebbe trasportare faville verso il bosco. Gli organizzatori dovranno vigilare, prima, durante e dopo il rito del fuoco, presidiando la zona fino al definitivo spegnimento delle braci. Evidentemente gli antichi liguri, meno “civili”, sapevano tutelare la natura anche senza troppe prescrizioni, visto che ci hanno lasciato la provincia più boscosa d’Italia. Nonostante le fiamme che si sono levate da innumerevoli falò.

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