La Brexit? A Savona si è sentita in anticipo (sugli scambi commerciali)

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A due anni e mezzo dal referendum che ha sancito la volontà dei britannici di uscire dall’Unione Europea, il tema Brexit è ancora al centro del dibattito internazionale. Soprattutto per quanto riguarda le conseguenze in termini economici. La Liguria, va detto subito, non ha grandi rapporti d’affari con il Regno Unito: gli scambi commerciali, nei primi nove mesi del 2019, sono stati pari a 325 milioni di euro, di cui 201 rappresentati da importazioni e 124 milioni di export. Rispetto al totale delle importazioni italiane dalla Gran Bretagna (8 miliardi e 61 milioni) la Liguria ha contribuito con il 2,5%, mentre ancora più bassa è stata l’incidenza dell’export (0,7% su un totale italiano di 17 miliardi e 221 milioni).

Nel dettaglio, l’elaborazione della Camera di commercio di Milano sugli ultimi dati Istat disponibili indica che l’import ligure è in gran parte monopolizzato dalla provincia di Genova (124 milioni), seguita da Savona (60 milioni), Imperia (9 milioni) e La Spezia (8 milioni). Quanto all’export, Genova ha venduto nel Regno Unito merci per 68 milioni, seguita da Savona con 30, Imperia con 21 e La Spezia con 5 milioni. Per quanto riguarda Savona in particolare, si può dire che l’effetto Brexit c’è già stato, tenuto conto che sia l’import sia l’export si sono dimezzati rispetto al periodo gennaio – settembre 2017. Ma, evidentemente, si è trattato solo di coincidenze.

 

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