Ricorso respinto: vietato costruire box seminterrati vicino al Letimbro

Santa-Rita_

Voleva realizzare alcuni box per auto in un magazzino di circa 250 metri quadrati situato al piano seminterrato di uno stabile di quattro piani in via Petrarca, a Savona, traversa che collega via De Amicis a corso Tardy e Benech nella zona di Santa Rita. A fronte del diniego opposto dalla Commissione edilizia comunale, il proprietario del locale si è rivolto al Tar Liguria, che però ha respinto il ricorso. Il problema è che l’edificio in questione, posto a breve distanza dal torrente Letimbro, è compreso nella fascia A del piano di bacino, quella esposta al “massimo rischio idraulico” (esondazione).

La comunicazione relativa ai lavori di manutenzione straordinaria per ricavare 6 box, con 8 posti auto, nel palazzo di via Petrarca era stata presentata nel 2017. Il Comune di Savona sospendeva la pratica per poter sottoporre nuovamente il progetto alla Commissione edilizia che già aveva dato parere contrario all’intervento. Nel marzo 2018 il Comune aveva infine negato l’autorizzazione ai lavori, a causa della “vulnerabilità intrinseca del seminterrato e la mancata adozione di tutti gli accorgimenti necessari per controbilanciare i fattori di incremento del rischio”.

Non è condivisibile, affermano i giudici del Tar, la tesi secondo cui “l’intervento proposto dal ricorrente non comporterebbe alcun incremento della vulnerabilità, dovendosi avere riguardo, non alla natura delle opere in progetto, bensì all’incremento del carico antropico determinato dalla trasformazione di un magazzino in autorimessa e ai conseguenti rischi per la pubblica incolumità in caso di allagamento”. E anche se, dopo il parere preventivo della Commissione edilizia, il progetto è stato migliorato per garantire il contenimento del rischio – innalzamento della quota di pavimento, installazione di una serranda dotata di “kit anti-allagamento”, realizzazione di una stazione di pompaggio potenziata  – tuttavia, sottolinea il Tar, “non è stata fornita risposta a tutte le criticità evidenziate dalla Commissione che, in particolare, aveva segnalato la presenza di alcune aperture non adeguatamente protette nonché l’inadeguato conteggio del carico di rischio in quanto basato sul numero dei box e non su quello dei posti auto”.

Il ricorso faceva anche riferimento ad una disparità di trattamento rispetto a situazioni analoghe, affermando che interventi simili nelle zone limitrofe erano stati regolarmente autorizzati. “Un censura inammissibile  – ha sentenziato il Tribunale Amministrativo – in quanto, secondo la giurisprudenza, l’eventuale rilascio di titoli edilizi illegittimi non può di per sé legittimare la pretesa a identico trattamento. Il vizio di illegittimità per disparità di trattamento, peraltro, presuppone un’assoluta identità delle situazioni poste a raffronto, di cui nella fattispecie non è stata fornita adeguata dimostrazione”. Ricorso “infondato”, quindi, ma con la compensazione delle spese di giudizio.

 

You may also like...