Turismo, la ricetta di Scrivano: trasformare la Riviera in una palestra sportiva

24 hr Finale Ligure (50)

I conti 2018 per il turismo savonese chiudono in negativo – 240 mila presenze in meno tra gennaio e oittobre, -4,4% – ed è inutile addolcirli mettendo in fila un lungo elenco di eventi sfavorevoli. La riflessione del direttore dell’Unione Provinciale Albergatori della Provincia di Savona, Carlo Scrivano, parte da questa premessa in un intervento su “Savona & Impresa”, rivista dell’Unione Industriali di Savona.

“A soffrire di più sono state le strutture extra alberghiere, dai campeggi ai rifugi dell’entroterra, gli alberghi hanno resistito, almeno in parte, ma non possiamo essere soddisfatti per il risultato complessivo. Detto questo, e ricordato che la flessione si riferisce ad una stagione, quella del 2017, irripetibile per tanti aspetti, dobbiamo guardare avanti, accelerando in quel percorso avviato da tempo e indirizzato alla costruzione di un vero e proprio prodotto turistico legato a più interessi”.

Secondo il direttore degli albergatori savonesi, oggi il turista sceglie la propria guardando all’offerta di quel territorio: “E’ chiaro che la nostra provincia deve puntare sul turismo sportivo. Oggi, non è più soltanto il Finalese a garantire una proposta ampia e articolata in tema di arrampicata, sentieristica e mountain bike. L’idea che traguarda l’obiettivo di promuovere l’intera provincia di Savona come capitale europea dello sport 2020 va proprio in quella direzione. Il lavoro va fatto in squadra ed è per questo che la nostra associazione ribadisce, costantemente, quanto siano indispensabili gli investimenti da parte delle amministrazioni comunali in arredo urbano, promozione e servizi mediante le risorse provenienti dalla tassa di soggiorno. Una tassa, va ribadito, introdotta dai sindaci nonostante le criticità esposte dagli albergatori e il cui ricavato deve comunque essere utilizzato a favore del turismo”.

Parola d’ordine, qualità, ingrediente fondamentale di qualsiasi offerta e oggi indispensabile: “Sport e benessere, la nuova formula della Riviera di ponente. Un mix che può garantire prospettiva di lungo periodo in un’epoca che ha segnato la fine dello storico turismo degli anziani piemontesi o lombardi abituati a soggiornare sulle nostre coste per gran parte della primavera o dell’autunno. La passione per la bicicletta, le corde, i moschettoni o gli scarponcini possono regalare realmente un allungamento della stagione e su quello dobbiamo incrementare i nostri impegni con nuove soddisfazioni dislocate un po’ in tutto il comprensorio”.

Parallelamente a questo impegno, un’altra battaglia, tutta politica per abbattere la concorrenza sleale basata sull’offerta in nero, quella degli alloggi a uso turistico non certificati: “Con la collaborazione del professor Lorenzo Cuocolo, costituzionalista tra i più preparati a livello italiano, e l’approvazione dell’assessore ligure al turismo, Giovanni Berrino, l’Upa ha redatto una nuova proposta di legge regionale che prevede l’attribuzione a ogni casa messa sul mercato di uno specifico codice identificativo, il Cir. Una garanzia di qualità più severa rispetto all’attuale normativa, che prevede una semplice presa d’atto, con registrazione, da parte della Regione. Ci sono troppi operatori borderline. Il rischio è che il cliente si trovi in una sistemazione inadeguata e il turista scontento provochi un danno all’intera destinazione quindi all’immagine della Liguria”.

La procedura suggerita non è complicata e il codice sarà senza costi perché per ottenerlo basterà una comunicazione alla Regione Liguria. “Si tratta di un’azione – conclude Carlo Scrivano – che consentirà di evitare fenomeni come quelli dell’ultima stagione in cui un comune come Borghetto Santo Spirito con 1000 case destinate al turismo ha prodotto il  misero incasso di 15 mila euro come tassa di soggiorno. Evidentemente qualcosa non va”.

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