Autorizzazione ambientale all’Italiana Coke: si decide il 5 dicembre

Italcoke Bragno

Appuntamento cruciale a Genova, mercoledì 5 dicembre, per l’Italiana Coke di Bragno (Cairo Montenotte). In Regione Liguria è convocata la conferenza dei servizi chiamata, in sede deliberante, a rilasciare una nuova autorizzazione integrata ambientale, necessaria allo stabilimento valbormidese per poter proseguire l’attività produttiva. Il riesame dell’Aia rilasciata dalla Provincia di Savona nel 2010, era stato chiesto dalla stessa azienda nel 2016 nell’ambito di un’istanza riguardante uno scarico idrico. Avrebbe dovuto essere un passaggio semplice, quasi automatico, mala Provincia aveva voluto chiedere dei chiarimenti alla Regione Liguria.

E dal Settore Ambiente regionale era subito arrivato uno stop: nell’iter di rinnovo dell’Aia, l’Italiana Coke avrebbe dovuto essere sottoposta non già ad un semplice “screening” di verifica ma ad una ben più complessa valutazione di impatto ambientale per accertare quali fossero le conseguenze della cokeria sull’ambiente. Anche perché, secondo la Regione, «pur essendo in attività da 80 anni lo stabilimento non è mai stato sottoposto a procedura ordinaria di Via e perché l’acqua necessaria per la produzione viene prelevata in base a una concessione che risale al 1938».

A sostegno della procedura di Via si erano espresse, proponendo delle osservazioni, anche le associazioni ambientaliste WWF, Legambiente, Associazione Progetto Vita e Ambiente, Osservatorio nazionale sull’amianto. Ma alla fine dello scorso anno, con l’abrogazione della legge regionale 38 del 1998 in attuazione del decreto legislativo 104/2017, non è più prevista la valutazione di impatto ambientale per il rinnovo dell’autorizzazione ambientale, come nel caso di Italiana Coke. Contro questa impostazione si è pronunciato il Movimento Cinque Stelle con interrogazioni alla giunta regionale e al Parlamento europeo.

 

 

 

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