Monaco Marine vince il ricorso su Mondo Marine: annullati gli atti

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Il Tar Liguria ha accolto il ricorso di Monaco Marine Italia annullando l’atto con cui l’Autorità di Sistema Portuale Genova Savona, il 29 giugno scorso, ha attribuito alla procedura fallimentare di Mondo Marine la concessione temporanea sulle aree demaniali del cantiere di lungomare Matteotti, a Savona, e il provvedimento con cui la stessa Authority, lo stesso giorno, ha autorizzato l’affidamento del cantiere ad un terzo soggetto, la società Palumbo Savona Superyachts. Autorità Portuale e Fallimento Mondo Marine sono stati condannati al pagamento delle spese legali a Mondo Marine, fissate in 3 mila euro.

La prima sezione del Tribunale amministrativo ha dovuto districarsi in una vicenda complessa e tra due distinti ricorsi. Nel primo Monaco Marine chiedeva l’annullamento di tutti gli atti relativi all’iter del rinnovo trentennale della concessione, chiesto da Mondo Marine nel 2017, prima del fallimento che sarebbe stato poi decretato il 2 gennaio scorso. L’Authority, di fronte alla quasi contestuale richiesta di concordato preventivo presentata al Tribunale dalla società e al mancato pagamento di canoni demaniali arretrati, aveva ritenuto “eccessivo” un prolungamento di 30 anni e aveva preannunciato l’intenzione di negare il rinnovo.

A seguito dell’ammissione della società alla procedura di concordato, la domanda era stata modificata e la durata della concessione era stata ridotta a 4 anni; subito dopo (dicembre 2017) Mondo Marine aveva affittato il cantiere a Palumbo Superyachts. Quel mese di dicembre, osserva la sentenza del Tar, era stato “assai convulso”, con due prese di posizione consultive del comitato portuale, mentre Mondo Marine aveva ammesso di non aver ottemperato alle condizioni poste dal tribunale in sede di ammissione al concordato. I giudici, comunque, hanno sostanzialmente giustificato l’iter seguito dall’Authority, in quanto funzionale alla salvezza di un cantiere che era a forte rischio di chiusura e alla tutela dei posti di lavoro.

Peraltro le determinazioni adottate nel giugno di quest’anno dall’Autorità di Sistema con cui è stata infine attribuita la concessione temporanea sulle aree al Fallimento Mondo Marine ha fatto venir meno tutti i precedenti atti contestati da Monaco Marine, rendendo inammissibile il ricorso originario. Senonché la società monegasca (ma con sede legale a Roma) ha impugnato anche questi provvedimenti, che tra l’altro hanno consentito l’affitto dell’azienda a Palumbo. Ed è questo secondo ricorso che il Tar ha accolto.

Monaco Marine ha sostenuto che l’Authority non aveva spiegato la ragione che ha portato all’assegnazione della concessione temporanea ad un soggetto fallito, che aveva per parte sua già affittato l’azienda al soggetto terzo (Palumbo Savona Superyachts). Così facendo, l’ente portuale avrebbe assicurato “un’indebita situazione di vantaggio al terzo affittuario, che godrebbe di una condizione preferenziale in vista dell’attribuzione definitiva della concessione sul bene demaniale”. La difesa dell’Autorità Portuale elenca una serie di motivi, a partire dall’inutilità di tenere fermo il cantiere, con un danno finanziario per la procedura fallimentare e per l’attività dell’indotto dell’area di Savona. Quel che manca alla tesi dell’Authority, hanno evidenziato i giudici, è l’indicazione di quale sia stato l’interesse pubblico che ha indotto l’ente portuale a pronunciarsi in quel senso.

Così come nessuna giustificazione idonea della finalità di interesse pubblico è stata portata a sostegno della decisione di assegnare la concessione, sia pure temporanea, ad un soggetto fallito da tempo, e quindi incapace di sviluppare un idoneo piano d’impresa diverso da quello consistente nel mero affitto dell’azienda alla Palumbo Savona Superyachts.

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