Il rebus di Savona e del Ponente: oggi isolati, domani soffocati  

 

DSCF5518

Sono le ultime ore a disposizione delle imprese per partecipare al bando di Invitalia che concede contributi agli investimenti produttivi sul territorio dell’Area di crisi complessa del Savonese. Il termine. Già prorogato di 15 giorni, scade lunedì 1 ottobre e dall’entità delle iniziative presentate dipende in larga misura lo sviluppo economico della Valle Bormida, del comprensorio di Vado Ligure e Quiliano, del comune di Villanova d’Albenga. A disposizione sono 20 milioni di contributi messi a disposizione dallo Stato e altrettanti che saranno stanziati entro la fine dell’anno dalla Regione Liguria. Opportunità che se non utilizzate a fondo aggiungerebbero altri interrogativi al già incerto e confuso futuro della provincia di Savona, già alle prese con un vistoso arretramento del movimento turistico e con le conseguenze negative del crollo di Ponte Morandi.

“Si continua ad assistere a discussioni surreali – dice il segretario della Camera del Lavoro di Savona Andrea Pasa – mentre migliaia di cittadini affrontano ogni giorno code chilometriche per raggiungere Genova. Il ponente ligure sta reagendo con troppa timidezza al rischio di restare isolato per anni dal resto della Regione, causando problemi drammatici a settori fondamentali dell’economia e pesanti ricadute occupazionali nel turismo, nella logistica, nei trasporti, nel commercio”. Altro che “sospendere” la realizzazione di nuove infrastrutture. “E’ invece necessario intervenire immediatamente per progettare una nuova mobilità regionale delle merci e dei passeggeri – sottolinea il segretario savonese della Cgil – con il potenziamento delle infrastrutture esistenti, soprattutto ferroviarie, e con forti investimenti su opere oggi indispensabili”.

Ma il rischio è che la tragedia di Genova si porti dietro altre perdite e altri insopportabili ritardi. L’incertezza sulle concessioni autostradali si farà sentire sui tempi di realizzazione del casello di Bossarino, mentre l’incertezza sulla nuova “governance” delle Ferrovie non consente di programmare gli indispensabili interventi sulle ferrovie di penetrazione tra Savona e il Piemonte, con l’aggiunta della spada di Damocle che pesa sui lavori per il Terzo Valico. Quando il terminal contenitori di Vado Ligure andrà a regime, si pensa nel 2021, sarà necessario inoltrare ogni giorno (compresi Natale e Ferragosto) circa 2 mila contenitori. Non serve molta fantasia per intuire cosa potrà accadere senza i nuovi svincoli di Bossarino, senza l’adeguamento dei binari, senza grandi spazi per l’autotrasporto e, forse, senza neanche la riqualificazione della superstrada verso i raccordi autostradali di Savona.

You may also like...