La Provincia mantiene le quote in Tpl Linea e Spes, ma a costo zero

 

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Contrordine compagni e amici. Il consiglio provinciale, all’unanimità, ha deliberato un radicale cambio di strategia in tema di partecipazioni societarie. Tpl Linea, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico, e Spes, la società per la promozione e gestione del Campus universitario di Savona, tornano ad essere “strettamente necessarie ai fini istituzionali” di Palazzo Nervi e, di conseguenza, non ci saranno più le cessioni di quote più volte tentate e mai riuscite per mancanza di compratori. Entrambe le società, comunque, dovranno fare a meno del sostegno della Provincia, che resta azionista (al 36,26% in Tpl e al 25% in Spes), ma non è disponibile a versare un euro per spese di gestione e contributi vari.

Tpl Linea ha chiuso i conti del 2017 in netto recupero, con un risultato netto in utile per 665 mila euro a fronte di una perdita di 637 mila euro nell’esercizio precedente. Un miglioramento dovuto essenzialmente ad una consistente riduzione dei costi operativi attuata attraverso un piano di generale riorganizzazione dell’attività. La dismissione delle quote era stata decisa in quanto la gestione del trasporto pubblico (diversamente dalla programmazione dei servizi) non rappresenta, a termini di legge, una funzione fondamentale in capo alle Province. Però la ricerca di enti interessati a rilevare le azioni è stata vana.

D’altra parte, nonostante l’utile realizzato nel 2017, le riserve finanziarie disponibili della società non consentono di liquidare la quota di Palazzo Nervi (iscritta a patrimonio per oltre 2,5 milioni), con conseguenti ripercussioni negative per la prosecuzione dell’attività e rischi di messa in liquidazione. Nel frattempo è in pieno svolgimento la gara per il rinnovo della concessione decennale dei servizi di trasporto pubblico in provincia di Savona. Gara a cui partecipa la stessa Tpl Linea e che dopo la raccolta delle manifestazioni di interesse si svilupperà nei prossimi mesi con la presentazione delle offerte e l’aggiudicazione.

Quanto alla decisione di restare tra i soci della Spes, il ragionamento è stato analogo. La società promuove e gestisce l’Università a Savona e siccome tra i compiti fondamentali della Provincia c’è quello di tutelare gli interessi della comunità locale, non c’è dubbio che tra questi rientri la necessità di mantenere e consolidare la presenza del Campus universitario. Così Palazzo Nervi si è lasciato alle spalle una serie di aste andate deserte e ritorna protagonista su un tema fondamentale per Savona, sia pure a costo zero. Perché nonostante tutto le casse provinciali restano in sofferenza.

 

 

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