Decreto Genova: dal gettito Iva 25 milioni per il porto di Savona

 

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Due spiragli di luce per Savona in mezzo ad un mare di problemi, provvisorietà di ogni genere, confusione: primo, sono stati allungati di due settimane i tempi del bando per l’Area di crisi e, secondo, il decreto del governo su Ponte Morandi destinerà il 3% del gettito Iva generato dalle merci portuali all’Autorità di Sistema Genova Savona (complessivamente circa 95 milioni di euro).

A tempo quasi scaduto, il direttore generale di Invitalia, Carlo Sappino, ha prorogato dal 17 settembre all’1 ottobre (ore 12) il termine di presentazione da parte delle imprese delle domande di partecipazione al bando che concede agevolazioni agli investimenti produttivi sull’Area di crisi complessa del Savonese. Un provvedimento sollecitato a fine luglio dalle istituzioni locali per consentire alle imprese di elaborare, in pieno periodo feriale, i propri progetti di investimento sfruttando un più lungo arco di tempo. Quasi in extremis, perché la proroga, a soli quattro giorni dalla scadenza originaria, rischia comunque di perdere parte della propria efficacia.

“Il ministero dello Sviluppo Economico – è stato il commento del senatore savonese Paolo Ripamonti che ha curato i rapporti tra il sistema imprenditoriale savonese e il governo – ha ascoltato le richieste del nostro territorio. Si tratta di un’ottima notizia, che va incontro alle esigenze manifestate dalle realtà imprenditoriali della provincia. L’auspicio è naturalmente che quante più imprese, non solo locali, approfittino di questa ulteriore finestra temporale per mettere a punto e presentare progetti in grado di irrobustire il sistema produttivo e i livelli occupazionali”.

I contributi di cui potranno beneficiare le imprese, sommando le risorse nazionali a quelle regionali, superano i 40 milioni di euro e saranno destinati a nuove iniziative da avviare in Valle Bormida e nei territori comunali di Villanova d’Albenga, Vado Ligure e Quiliano. A queste risorse potrebbero sommarsi, in una sorta di anticipazione dell’auspicata autonomia portuale, i circa 25 milioni di euro che giungeranno sulle banchine savonesi quale quota-parte dei 95 milioni che affluiranno nelle casse dell’Autorità di Sistema Portuale in forza del “Decreto Genova” del ministro Toninelli.  Importante, sotto questo profilo, è stata la mobilitazione del mondo economico savonese per sottolineare le penalizzazioni, se non addirittura i danni, provocati alla Liguria di Ponente dal crollo del ponte sul Polcevera.

Un tesoretto, quello derivato dal gettito Iva sulle merci sbarcate, che andrà vincolato – anche questo è un auspicio – al rafforzamento delle infrastrutture al servizio del porto (e a beneficio dell’intera comunità locale) in vista dell’avvio operativo della piattaforma contenitori. L’utilizzo pieno e mirato delle risorse per l’Area di crisi e rese disponibili dall’imminente decreto potrà trasformare gli “spiragli di luce” in una concreta opportunità di nuovo sviluppo, in un momento, va ancora sottolineato, pieno di incognite e di confusione.

Perché, sull’altro piatto della bilancia, Savona rischia di pagare sia i tagli al “piano periferie” che comprometterebbero la riqualificazione del fronte a mare di ponente (compreso il recupero di Villa Zanelli e il restyling di via Nizza), sia le incertezze sulla realizzazione del nuovo casello Autofiori di Bossarino, legata a doppio filo ai futuri scenari delle concessioni autostradali. Due cattive notizie che vanno a sommarsi agli ormai cronici problemi dell’ industria, dell’artigianato, del commercio e di un turismo che preoccupa sempre di più.

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