La giungla dei Tir rischia di paralizzare il nodo stradale tra Vado e Zinola

 

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Ai problemi iniziati lo scorso anno con le più rigide normative sull’autotrasporto introdotte in Francia, si è aggiunto, quest’anno, lo stop ai Tir ordinato dal sindaco di Albisola Superiore. Il provvedimento è per ora limitato a quel comune e al solo venerdì pomeriggio, ma l’effetto imitazione ed estensione non è assolutamente da escludere. Conseguenza più immediata è che l’autoporto al casello autostradale di Savona è intasato dal venerdì alla domenica sera e che, a cascata, il “tutto esaurito” si ripete su ogni piazzola di sosta lungo il percorso autostradale e, al di qua del casello, sulla direttrice corso Svizzera – varchi portuali, con problemi per la sicurezza delle persone e con crescenti difficoltà per chi viaggia.

E’ questa la situazione che si vive nell’area del nodo autostradale di Zinola, trasformato nel week end in bivacco di autotrasportatori che eludono le nuove regole francesi che non consentono ai conducenti di trascorrere sul camion il cosiddetto riposo settimanale (45 ore senza guidare). Di fronte all’alternativa (poco gradita) di andare in albergo, lasciando incustodito il camion (con o senza carico), hanno scelto in blocco di continuare a riposarsi sul camion, ma in Italia. Così i Tir hanno preso possesso di ogni fazzoletto di terra disponibile, su svincoli autostradali e aree di sosta, in pieno marasma estivo.

La diagnosi del problema è chiara ma per i rimedi serve ancora tempo.  Prosegue, tra le altre, l’iniziativa coordinata dalla Camera di Commercio e sostenuta dalle categorie economiche per trovare nuove aree di parcheggio da aggiungere all’insufficiente autoparco accanto all’autogrill di Savona. Gli occhi sono sempre puntati sulle aree – come quelle del carbonile – che Tirreno Power ha rinunciato ad utilizzare per il proprio ciclo produttivo. Ma per evitare il collasso del sistema logistico ligure (e non solo) è necessario affrontare con grande urgenza i problemi logistici, perché dal prossimo anno sarà avviata l’operatività del terminal contenitori di Vado Ligure, con la moltiplicazione dei Tir in attraversamento del nodo di Legino.

La soluzione, che arriverà comunque in ritardo, è nel nuovo svincolo autostradale di Bossarino, alle spalle dei varchi portuali di Vado, collegato all’allestimento di un maxi-parcheggio per i Tir originati dal terminal contenitori. La società Autofiori he più volte ribadito la disponibilità a farsi carico dell’investimento (30 milioni di euro per lo svincolo) ma è in scadenza di convenzione (2021) e non è certo propensa a mettere in cantiere iniziative che potrebbero essere completate a contratto scaduto. Nel frattempo è quindi necessario già passare al “piano B”, che prevede un massiccio investimento migliorativo (9 milioni di euro dell’Autorità Portuale) sul raccordo di accesso tra il porto di Vado e il casello di Savona (la cosiddetta strada di scorrimento veloce) e l’allestimento delle nuove aree di sosta per gli autotreni.

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