“Fauna selvatica fuori controllo”: gli agricoltori chiedono aiuto ai sindaci

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Non bastava il meteo “impazzito”, la crisi economica, i problemi sanitari e di sicurezza stradale: a minacciare il lavoro delle centinaia di aziende agricole della Liguria è ora anche l’emergenza legata alla presenza di caprioli, cinghiali e ungulati in genere, che stanno letteralmente falcidiando i raccolti e le coltivazioni. «La pesantezza della situazione ormai travalica il comparto agricolo e interessa in misura sempre più significativa la condizione di vita di molte realtà del nostro entroterra», denuncia Aldo Alberto, presidente regionale della Confederazione Italiana degli Agricoltori, che ha chiamato a raccolta i sindaci della Liguria per individuare soluzioni il più possibile efficaci e tempestive. Primo appuntamento sul territorio, lunedì 23 luglio, alle 17.30, nella sede Cia di Albenga (regione Torre Pernice 15), dove i dirigenti dell’associazione incontreranno i sindaci della provincia.

«Oltre ai danni sempre maggiori all’agricoltura, scarsamente riconosciuti e tardivamente rifusi, a soffrire del fenomeno sono anche le infrastrutture civili e la circolazione, come d’altra parte è bene evidente a molte amministrazioni locali – spiega il presidente di Cia Liguria -. Negli ultimi anni è venuto meno il controllo della fauna selvatica e l’attività venatoria ordinaria, così come le altre forme di prevenzione fin qui adottate, non sono più sufficienti a contenere entro certi limiti il proliferare di diverse specie».

«Riteniamo utile aprire un confronto, a partire proprio dai soggetti istituzionalmente responsabili del territorio, per concertare le azioni più adeguate con cui mettere un freno al proliferare delle specie selvatiche, avendo sempre come priorità la tutela delle attività agricole, il governo del territorio e l’incolumità di abitanti e fruitori dell’entroterra», conclude Alberto.

 

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