Cercasi nuove commesse: passa da Roma l’ultimo treno di Bombardier

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Il caso Bombardier approda mercoledì 25 luglio a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, dove Regione Liguria e organizzazioni sindacali incontreranno i vertici della multinazionale canadese per discutere del futuro occupazionale dei 530 lavoratori dello stabilimento di Vado Ligure.  “Abbiamo chiesto che all’incontro siano presenti accanto alla Regione ed ai sindacati anche rappresentanti di Governo e i vertici europei di Bombardier, perché vogliamo sapere quali sono i piani futuri e quale sarà il coinvolgimento dello stabilimento savonese” ha ribadito l’assessore Gianni Berrino.

La Fiom savonese ha elaborato un documento che riassume lo stato della crisi, innescata nel luglio 2016, dopo che Bombardier ha perso la gara Trenitalia per il trasporto regionale (gara poi assegnata ad Hitachi). A quel punto Bombardier ha presentato un piano finalizzato al mantenimento dello stabilimento di Vado Ligure che prevedeva carichi di lavoro pari a 120.000 ore annue (contro le 240.000 necessarie per il mantenimento dei livelli occupazionali pari ad allora a 630 dipendenti circa) grazie alle opportunità di mercato esistenti con conseguente apertura di procedura di licenziamento collettivo (poi gestita su base volontaria) per 104 lavoratori della produzione.

Le opportunità di mercato erano rappresentate dai carichi di lavoro relativi alle locomotive Mercitalia (60.000 ore) e alla produzione in qualità di sub fornitore per Hitachi di almeno 4 carrozze al mese per i treni regionali. Ad oggi solo la prima opportunità si è concretizzata. Bombardier si è infatti aggiudicata sia le locomotive DC3 a corrente continua che verranno prodotte a Vado che le locomotive multisistema MS3 che saranno invece costruite nello stabilimento tedesco di Kassel, cosa dal sindacato fortemente contestata. Quanto al rapporto con Hitachi, siamo fermi ad una lettera di intenti tra le aziende datato autunno 2016.

Rispetto alla produzione per Mercitalia, a fronte del fatto che il cliente chiede una tempistica più accelerata, da questo mese (ammesso che si superino i problemi di fornitura dei materiali che devono arrivare dallo stabilimento tedesco di Kassel da cui lo stabilimento di Vado Ligure dipende) inizierà la produzione che permetterà la saturazione dello stabilimento sino a fine estate 2019. Quanto agli ammortizzatori sociali, la Cigs copre sino a novembre 2018 con possibilità di proroga di un altro anno per area di crisi industriale complessa.

Negli ultimi incontri avuti con il management italiano (amministratore delegato Luigi Corradi) e con quello del Gruppo (vicepresidente Oscar Vazquez) è emersa la volontà di cambiare il piano industriale per quanto  riguarda il rapporto con Hitachi. La strada della subfornitura per Hitachi di almeno 4 carrozze (con possibilità di incremento fino a 6) potrebbe essere accantonata a fronte della possibilità che Trenitalia apra una gara per 35 treni Zefiro destinati all’alta velocità più ulteriori 15 ad aggiudicazione diretta.

“Se ci fosse tale opportunità e se la gara dovesse essere vinta da Hitachi – spiega la Fiom savonese – si porrebbe il problema di garantire la produzione con i siti di Pistoia e Reggio Calabria già saturi. A quel punto potrebbe essere un accordo sulla produzione dello Zefiro a sbloccare la situazione ed a garantire quella ulteriore produzione necessaria per evitare la chiusura del sito. Per il resto non si vedono ad oggi altre opportunità di mercato”.

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