Campostano: la fusione a freddo dei porti ostacola l’attività degli operatori

SavonaTerminals

“Un anno di esperienza non ha cambiato il mio punto di vista sulla riforma portuale”. Un leit-motiv che ha dato un’impronta critica alla relazione svolta ieri sera dal presidente Ettore Campostano all’assemblea di Isomar, l’associazione che riunisce utenti e spedizionieri dei porti di Savona, Vado Ligure e Imperia. “Ci era stato detto – ha sottolineato Campostano – che la riforma avrebbe semplificato le procedure rispetto ai precedenti 113 procedimenti amministrativi svolti da 23 diversi soggetti; ci era stato detto che i comitati di gestione, composti da una settantina di persone rispetto alle 336 dei comitati portuali, avrebbero agito con più efficacia, anche in quanto liberi da rappresentanti locali, come se questo fosse di per sé un male da evitare. Ma, anche in questo caso, la riforma ha peccato di concettualismo”.

L’efficienza delle macchine amministrative, ha aggiunto il presidente di Isomar, non dipende solo dalla governance ma soprattutto dalla struttura burocratica e le strutture delle autorità portuali di Genova e Savona sono ancora ben lontane dall’essere state “conciliate”, provocando sia un rallentamento dannoso per la nostra operatività quotidiana sia l’insorgenza di costi aggiuntivi, materiali ed immateriali. “Auspichiamo quindi con forza – ha concluso – che si addivenga al più presto ad una efficace ed efficiente sintonizzazione delle procedure e degli uffici, anche per poter concentrare la maggior parte delle nostre energie alle impegnative sfide poste dai mercati”.

Positivi, invece, i risultati delle attività portuali, sia riguardo al consuntivo 2017 sia per la prima parte del 2018. Nelle merci, la variazione in aumento dell’8,8% è il risultato, peraltro, di andamenti profondamente diseguali delle sue componenti: le rinfuse liquide sono calate del 7,6% (dimezzandosi nei prodotti raffinati e nelle altre rinfuse liquide), mentre le rinfuse solide sono altamente aumentate, raggiungendo un +66,9%. Le merci varie nel loro insieme sono aumentate del 16,75%, ma il dato merita di essere scomposto, evidenziando la flessione della frutta (- 0,1%) e quella più cospicua delle merci unitizzate (-45,8%), il decremento degli acciai (-9,05%), la stabilità dei forestali (-0,9%), l’importante aumento dei rotabili (+34,5%) e delle altre merci varie (+57,7%).

Il traffico containerizzato è diminuito in maniera rilevante (-19,3%), i passeggeri sono lievemente diminuiti (-2,40%), con una flessione delle crociere (-6,13%) ed una sostanziale stabilità dei traghetti (-0,72%). Nella movimentazione per zona, il bacino di Savona e quello di Vado hanno segnato un rilevante balzo in avanti, rispettivamente con un +28,85% ed un +22,77%, mentre la rada (campo boe Sarpom) ha perso il 6,71%.

Il primo trimestre 2018 ha confermato il trend positivo, mostrando un buon andamento del traffico, che segna un aumento dell’8,8% per le merci, con incrementi sia delle rinfuse liquide (+3,3%) sia delle merci varie (+6,5%) e con un importante incremento soprattutto delle rinfuse solide (+30,8%); diminuiscono ancora il traffico passeggeri (-10,7% complessivo e –15,7% delle crociere) e, in misura drastica, i container (-39,66%). Da registrare l’aumento rilevantissimo (+80,1%) delle merci movimentate nel bacino di Vado Ligure. Merita infine di essere evidenziato il numero degli scali, che ha già toccato quota 855 alla metà di maggio.

 

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