Nuova privacy: un’altra stangata in vista per le piccole imprese

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Costerà 3,1 miliardi di euro, a livello nazionale, secondo le prime valutazioni di Confartigianato, l’impatto che il nuovo Regolamento europeo sulla privacy (Gdpr), entrato in vigore lo scorso 25 maggio, avrà sulle imprese artigiane per la prima fase di adeguamento alle numerose e complesse disposizioni. «Occorre maggiore chiarezza, semplificazione e coordinamento per tutto ciò che riguarda gli obblighi per le imprese – commenta Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato Liguria –. Il decreto che recepisce il Gdpr in Italia deve pensare prima di tutto alle micro e piccole realtà produttive, la grande maggioranza in Italia e in Liguria. Per questo, nel minor tempo possibile, è necessario non solo accompagnarle nel percorso di adeguamento alla nuova normativa, ma anche evitare di appesantirle con oneri inutili e sproporzionati rispetto alle reali esigenze di tutela della privacy».

In particolare, Confartigianato insiste su una maggiore semplificazione di strumenti e modalità, rendendoli a misura di micro e piccola impresa, e la previsione di un periodo di almeno 6 mesi di moratoria nell’applicazione delle sanzioni pecuniarie, sostituendole con prescrizioni di adeguamento alla nuova disciplina. Secondo l’analisi di Confartigianato, considerando 4,2 milioni di artigiani e piccole imprese in Italia, risultano più esposte all’impatto del Gdpr il 35,4% di piccole imprese con dipendenti, a cui si somma il 6,4% di piccole imprese senza dipendenti nei settori dell’Ict, salute e benessere, mentre vi è una minore esposizione per il restante 58,2% delle piccole imprese, senza dipendenti. In Liguria si contano 43.454 micro e piccole imprese artigiane attive (dati Infocamere). Le imprese con dipendenti sono circa il 34% (12 mila, dati Istat) sull’artigianato totale, oltre 5.100 microimprese sono attive nei servizi alla persona (compresi i settori Ict e salute e benessere).

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