In un anno la Fondazione De Mari ha sostenuto 100 famiglie disagiate

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Nel corso del 2017, nonostante le ricorrenti turbolenze finanziarie, la Fondazione De Mari è stata in grado di erogare contributi per 2,3 milioni di euro da erogare per le finalità di istituto in campo artistico, nell’istruzione, nella salute e per la famiglia, oltre a sostenere le attività di volontariato e quelle sportive. Gli interventi deliberati sono stati complessivamente 138 ai quali si devono aggiungere le oltre cento richieste di famiglie in difficoltà economiche fronteggiate con l’utilizzo del fondo di solidarietà (250 mila euro).

Le risorse sono state ottenute attraverso la gestione del portafoglio titoli che ha generato un rendimento netto del 2,35%. Dedotti i costi, le riserve e gli accantonamenti, l’utile è stato destinato, secondo statuto, a interventi di sostegno a favore della comunità savonese. A parte i 325 mila euro destinati a finanziare progetti pluriennali già in corso, emergono in campo artistico e culturale i 224 mila euro spesi per la gestione del Museo della Ceramica (nella foto), nell’istruzione figura il contributo di 30 mila euro per il Campus universitario. Contributi significativi anche per il nascente Museo della Pellicola a Cairo Montenotte e per il campo scuola di mountain bike a Quiliano.

A fine 2017 il patrimonio della Fondazione si è attestato a 118 milioni di euro, in flessione di un paio di milioni rispetto all’anno precedente. A pesare sono state le vicende di Banca Carige, di cui l’Ente savonese è azionista storico. La quota di partecipazione, già svalutata nel bilancio del 2016 portandola ad un valore di circa 3,4 milioni di euro, è ulteriormente scesa a 1,4 milioni nell’imminenza dell’ultimo aumento di capitale. Operazione a cui la Fondazione De Mari ha deciso di non aderire in quanto avrebbe comportato un ulteriore esborso di 6,3 milioni a fronte di un rischio ritenuto troppo elevato in quanto il ritorno alla redditività di Carige ha come orizzonte il 2020. Con la conseguente vendita dei diritti sulle azioni la Fondazione ha incassato 479 mila euro, mentre il valore della partecipazione si è ridotto a soli 289 mila euro, con una perdita, rispetto a fine dicembre 2016, di circa 2,6 milioni. L’emorragia non si è fermata qui, in quanto gli ulteriori ribassi borsistici hanno compresso il valore del pacchetto azionario – che oggi rappresenta solo lo 0,02% del capitale di Carige – a 85 mila euro.

 

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