Area di crisi, approvato il progetto: 672 milioni da investire, 1.786 nuovi addetti

Palazzo Nervi

Palazzo Nervi ha approvato il Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale collegato all’Area di Crisi Complessa della provincia di Savona. L’assenso è propedeutico alla firma dell’Accordo di Programma tra le istituzioni governative, regionali e locali che recepirà i contenuti delle iniziative previste, definendo strumenti e modalità dei sostegni pubblici agli investimenti previsti nei 21 Comuni savonesi che fanno parte dell’area di crisi. Si tratta dei 18 Comuni della Valle Bormida, oltre a Vado Ligure, Quiliano e Villanova d’Albenga: un territorio di 638 kmq (pari al 41% della superficie provinciale) in cui vivono 57.600 abitanti.

Il Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale è stato elaborato da Invitalia sulla scorta delle indicazioni giunte dalle imprese intenzionate ad investire sul territorio. La “call” di Invitalia ha consentito di raccogliere 123 proposte di investimento, di cui 116 per attività produttive e 7 per attività di ricerca e sviluppo. Complessivamente si tratta di programmi che complessivamente muovono 672 milioni di euro e sono in grado di creare 1.786 nuovi occupati. A presentarli sono state 102 piccole e medie imprese (per un totale di 450 milioni di euro e 1.228 posti di lavoro) e 21 grandi imprese (per 215 milioni e 588 posti di lavoro; a questi si aggiungono i progetti di ricerca e sviluppo: 7 milioni per 24 posti di lavoro, concentrati a Cairo e Vado Ligure.

La localizzazione delle nuove attività premia soprattutto Vado Ligure (35 iniziative, 266 milioni di euro, 778 occupati) e Cairo Montenotte (36 iniziative, 231 milioni, 516 posti di lavoro). Seguono Altare (51 milioni, 183 nuovi occupati), Villanova d’Albenga (36 milioni, 93 occupati), Dego (20,9 milioni, 22 occupati) e Quiliano (14,3 milioni, 136 occupati).

Per quanto riguarda i settori di intervento, gli investimenti sono concentrati soprattutto nell’industria manifatturiera (379 milioni, pari al 56,4% del totale, con 789 nuovi occupati) e nella logistica (trasporti e magazzinaggio) con 184,5 milioni e 740 posti di lavoro aggiuntivi. Seguono le attività ricettive (18,4 milioni per 32 posti di lavoro), le costruzioni (/14 milioni per 111 posti di lavoro), il commercio (12,2 milioni con 53 nuovi occupati) e gli altri servizi (64 milioni con 61 posti di lavoro).

Le aree produttive pubbliche disponibili per i nuovi investimenti si estendono per circa 180 mila metri quadrati, tra le quali il parco tecnologico di Ferrania, il polo della meccanica tra Cengio e Millesimo, le aree produttive di Calizzano, Quiliano, Vado Ligure e Villanova d’Albenga). A queste si aggiungeranno le aree disponibili di proprietà privata.  Collegata agli investimenti è la realizzazione di infrastrutture ritenute indispensabili per sostenere le attività esistenti e quelle future. Tra le opere da mettere in cantiere spiccano gli interventi di miglioramento della strada di scorrimento di Vado Ligure e il nuovo casello autostradale di Bossarino. La prima dovrà reggere l’urto dei traffici contenitori di Vado Ligure in attesa dell’entrata in funzione del casello. Per la superstrada servono 9 milioni che potrebbero essere resi disponibili dall’Autorità di Sistema Portuale: tempi di esecuzione 24 mesi. Quanto al casello, il cui progetto preliminare è al vaglio del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, richiederà 34 milioni di euro e sarà finanziato da Autostrada dei Fiori Spa. Ma richiederà soprattutto 45 mesi di lavori, per cui rischia di partire con notevole ritardo.

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