Svincolo alberghiero all’Hotel Coccodrillo di Varazze, dopo 15 anni e 8 ricorsi

Coccodrillo VZ

Andrea Valle, albergatore varazzino di lungo corso, ha vinto la sua battaglia contro il Comune di Varazze e la Regione Liguria. Mettendo fine ad un braccio di ferro durato quasi 15 anni, disseminato di ricorsi al Tar (7 sono ancora pendenti) e di un appello straordinario al Presidente della Repubblica, l’Amministrazione municipale ha infine accolto la richiesta di cancellare il vincolo alberghiero all’Hotel Coccodrillo di via Sardi 16, di cui la famiglia Valle è storica proprietaria.

Già nel 2004 la Regione, su parere del Dipartimento del Territorio, aveva respinto la richiesta, innescando il primo ricorso e il contenzioso si era poi dilatato via via che i successivi piani turistici regionali e comunali avevano modificato norme e requisiti delle strutture ricettive, confermando l’albergo varazzino tra quelli da mantenere in attività.

L’ultima reiterata richiesta di svincolo – dopo la raffica di ricorsi – è dell’aprile 2016, supportata non solo dall’assistenza legale dell’avvocato Roberto Damonte di Genova, ma anche da quella tecnica dell’ingegnere Giuseppe Olcese di Varazze.  Quest’ultimo, nella sua relazione, ha spiegato che l’albergatore era impossibilitato ad adeguare l’Hotel Coccodrillo al livello di qualità degli standard richiesti dalle norme vigenti.

L’albergo, classificato 3 stelle, costituito da due fabbricati su tre piani (1.500 metri quadrati) con 30 camere e da un residence con 5 minialloggi, avrebbe dovuto ridurre drasticamente il numero delle camere, senza la possibilità di realizzare un piano in più in quanto aveva già raggiunto l’altezza massima consentita. La piscina doveva essere coperta e il parcheggio allargato, senza peraltro avere spazi a disposizione. Il tecnico aveva calcolato in almeno 1,5 milioni la spesa necessaria, rendendo diseconomica l’attività.

Raccolto il parere favorevole dell’Associazione Albergatori di Varazze (che peraltro già in precedenza si era espressa per la rimozione del vincolo), la giunta comunale ha infine acconsentito, rendendo immediatamente esecutivo il provvedimento, in quanto le nuove normative prevedono il passaggio in consiglio comunale solo in caso di diniego all’istanza di svincolo. E chissà se al sospirato “sì” dell’Amministrazione ha contribuito anche il conto delle spese legali da affrontare per il robusto contenzioso che sarebbe rimasto ancora in piedi.

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