Un “naso elettronico” per monitorare gli odori nella discarica di Bossarino

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II progetto di ampliamento della discarica per rifiuti speciali di Bossarino, a Vado Ligure, gestita dalla società Green Up, controllata dal gruppo Waste Italia, ha superato l’esame di valutazione di impatto ambientale e, con l’imprimatur della giunta regionale, affronta ora un percorso in discesa verso il rilascio dell’autorizzazione definitiva. La discarica di Bossarino (nella foto il varco d’ingresso) è autorizzata come discarica per rifiuti speciali non pericolosi con recupero di biogas e con elevato contenuto sia di rifiuti organici o biodegradabili, sia di rifiuti inorganici.

La discarica è attualmente autorizzata per una volumetria complessiva di circa 3,3 milioni di metri cubi di rifiuti, ma era avviata velocemente al “tutto esaurito”. Di qui il progetto di ampliamento che consenta la prosecuzione dell’attività per altri 9 anni grazie ad un incremento di capacità pari ad oltre 1,1 milioni di metri cubi. In particolare, in una prima fase è previsto l’ampliamento, con allestimento di una nuova vasca alla base dell’attuale discarica, nel settore Sud/Ovest per una volumetria di 514.100 mc. La seconda fase prevede l’allestimento di una nuova vasca a Est della discarica esistente, verso il lato del rio Tana, con un incremento di volumetria pari a 606.200 mc. Questa seconda fase potrà avere inizio soltanto una volta decaduto il vincolo sulle aree percorse dal fuoco (inizio 2022).

Dal punto di vista qualitativo la Regione Liguria non ha rilevato modifiche ai fattori d’impatto sull’ambiente circostante, ma pur rilasciando la pronuncia di compatibilità ha rilevato che l’ampliamento comporta comunque un incremento quantitativo degli impatti ambientali, come anche segnalato dalle osservazioni pervenute dal WWF. Il via libera regionale è stato quaindi subordinato alla realizzazione di una serie di prescrizioni che riguardano la qualità dei rifiuti e la mitigazione delle emissioni di odori: copertura tempestiva dei rifiuti e presenza di sistemi di abbattimento degli odori fissi e mobili. Entro sei mesi, inoltre, dovrà essere trasmesso a Regione Liguria uno studio di fattibilità per l’utilizzo del “naso elettronico” come strumento per ottimizzare la gestione dei rifiuti in ingresso. Si tratta, in questo caso, di una novità assoluta e ancora allo stato sperimentale. Il naso elettronico è una tecnologia che tende a sostituire il sistema olfattivo umano in utilizzi che tendono a verificare le qualità degli odori. Si tratta di apparecchi elettronici complessi, con i quali si tenta di riprodurre il funzionamento del sistema olfattivo dei mammiferi.

 

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