Tassa soggiorno: 10 comuni per il sì, anche gli agriturismi si oppongono

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La richiesta di coinvolgere i rappresentanti del settore agrituristico nel dibattito sull’introduzione della tassa di soggiorno è stata rivendicata dalla Cia di Savona. “Il settore agriturismo – sottolinea il presidente di Cia Savona Mirco Mastroianni, assieme ai responsabili di settore Davide Moriano e Giorgio Scarrone -, rientra a pieno titolo tra le attività turistico ricettive da ogni punto di vista e come ben sanno gli enti locali e la Regione Liguria contribuisce molto al completamento della proposta turistica della nostra Regione. Tanto è vero che potrebbe essere assoggettato all’imposta di soggiorno nei comuni che deliberassero di applicarla. Non si comprende quindi per quali ragioni l’agriturismo non venga coinvolto nel dibattito attuale sulla tassa di soggiorno”.

“Forse gli enti locali non ci consultano per non avere un altro “no” a questo balzello – commentano gli esponenti della Cia – ma non ci stiamo ad esser esclusi dalla discussione in atto nei comuni della provincia. Riteniamo che il settore agriturismo meriti di essere coinvolto da parte delle amministrazioni comunali nella discussione preliminare e non dopo a cose fatte”.

Che i giochi a livello amministrativo siano comunque fatti lo dimostrano le prese di posizione, sull’ “inevitabilità” di introdurre la tassa, di una decina di comuni della provincia: Alassio, Albenga, Borghetto Santo Spirito, Toirano, Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Noli, Spotorno e Varazze. I rappresentanti dell’Unione Provinciale Albergatori, convinti che la tassa sia invece “evitabile”, si oppongono, cercando di limitare i danni dopo che la stagione turistica 2017 non ha confermato, in provincia di Savona, il trend positivo manifestato nei primi mesi dell’anno. Anche un minimo aggravio di tariffe potrebbe avere conseguenze negative già nel 2018. La speranza è quantomeno di riuscire a limitare l’esborso a non più di 1,5 euro per presenza.

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