Rescisso il contratto per la spiaggia libera attrezzata di Vado Ligure

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E’ stato anticipatamente risolto dal Comune di Vado Ligure il contratto sottoscritto nel 2015 con la società consortile Obiettivo Spiagge di Savona per la gestione della spiaggia libera attrezzata sul litorale vadese, lato Zinola. Il Comune è anche intenzionato a procedere alla riscossione del canone per l’anno 2017, già fatturato ma al momento non incassato, e ad incamerare integralmente la garanzia fideiussoria prestata dal gestore a titolo di cauzione.

La spiaggia attrezzata, con annessa struttura coperta, è adiacente a lungomare Matteotti e occupa il tratto di arenile compreso tra gli stabilimenti balneari Cotton Bay e Caribù, per un fronte mare di circa 160 metri Obiettivo Spiagge – società cooperativa presieduta da Enrico Schiappapietra, presidente provinciale del Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio – aveva ottenuto l’affidamento della spiaggia per cinque anni per un canone di 21 mila euro/anno. Nel settembre scorso la società comunicava al Comune l’intenzione di rinunciare all’affidamento della gestione motivando la decisione con il peggioramento dello stato dell’arenile “sottoposto a fenomeni erosivi che ne hanno ridotto la capacità ricettiva e, conseguentemente, l’affluenza di pubblico”, la mancata autorizzazione all’allestimento di un’area canina nell’ambito della spiaggia compromettendo la sostenibilità economica della gestione” e le “rilevanti spese di manutenzione straordinaria” relative al chiosco.

Il Comune ha replicato alle contestazioni rilevando che il gestore si era accollato il totale rischio d’impresa, per cui la modificazione dell’arenile, “non può che farsi rientrare nel rischio d’impresa e non risulta, in ogni caso, circostanza ascrivibile” alla responsabilità del Comune. Quanto alla sostenibilità economica che sarebbe stata compromessa a causa della mancata autorizzazione all’allestimento dell’area canina il Comune ha replicato che si trattava di un’affermazione “priva di qualsiasi fondamento contrattuale” e “finanziariamente azzardata, in quanto non supportata, né supportabile, da plausibili dimostrazioni economiche. E, infine, che è compito della ditta affidataria, “a propria totale cura e spesa”, mantenere in piena efficienza i manufatti messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale.

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