L’ex Marino Piemontese costa 400 mila euro all’anno: Arte accelera la vendita

Loano Marino Piem

Arte, l’Azienda Regionale per il Territorio e l’Edilizia, accelera la vendita dell’ex ospedale Marino Piemontese di Loano. Un immobile abbandonato, già di proprietà dell’Asl 2 Savonese, rilevato da Arte Savona nel 2008, per una cifra di poco inferiore ai 9 milioni di euro e che oggi pesa sui bilanci dell’azienda con oneri finanziari pari a circa 400 mila euro/anno. Nel corso del 2016 l’Azienda ha tentato di venderlo con due aste pubbliche, entrambe andate deserte. Fallita la seconda asta, Arte ha scelto un’altra strada per cercare di togliersi l’ingombrante peso, avviando la ricerca di operatori immobiliari interessati all’acquisto o ad un’operazione di partenariato per recuperare e riqualificare il grande complesso di località Vignasse. Agli eventuali interessati non è stato indicato un prezzo minimo da proporre né una data limite per presentare l’offerta. Ora Arte Savona ha deciso di chiudere anche questa fase, comunicando che tempo sino al 15 dicembre per aderire a questa proposta, poi si cercheranno altre strade.

L’intenzione sarebbe quella di pubblicare a inizio 2018 un ulteriore bando di vendita senza prevedere di ricavarne alcuna plusvalenza, ovvero l’ipotesi è quella di alienare l’immobile al valore iscritto a patrimonio dopo aver proceduto ad una sua svalutazione (si parla di circa 400 mila euro).

Nell’ultima asta andata deserta la base di gara era fissata a 7,8 milioni di euro Il complesso, che si trova a levante del territorio di Loano a 200 metri a nord della via Aurelia, gode di una prestigiosa posizione con vista sul porto di Loano. Si estende su circa 18 mila metri quadrati in cui si trovano il fabbricato principale che ospitava l’ospedale e alcuni edifici accessori, tra cui l’ex casa del custode, una villetta ristrutturata su due piani. La volumetria totale supera i 25.300 metri cubi. A più di trentanni dalla chiusura della struttura ospedaliera, tutti gli edifici sono in completo stato di abbandono, mentre le aree sono ormai coperte dalla vegetazione.

Oltre al prezzo, sulle difficoltà a vendere l’ex ospedale pesano le destinazioni e le prescrizioni urbanistiche a cui dovranno attenersi i nuovi proprietari. L’immobile è stato infatti dichiarato di interesse “Storico Artistico Particolarmente Rilevante” e quindi ogni intervento dovrà ottenere l’approvazione preventiva della Soprintendenza. Quanto alle destinazioni d’uso, le indicazioni urbanistiche sono due. La prima prevede un 60% di social housing, 10% di servizi (centro fisioterapico, ristorante-bar, centro benessere, attrezzature sportive) e un 30% di residenziale libero, con possibilità di un incremento volumetrico del 10% rispetto all’attuale. La seconda prevede un albergo (minimo 3 stelle) o una residenza sanitaria assistenziale o una residenza protetta e un massimo del 30% di edilizia residenziale libera, con la possibilità di un incremento volumetrico del 30%.

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