Vado Ligure: altra causa in Tribunale per riavere i soldi del palasport fantasma

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Il Comune di Vado Ligure prova a recuperare i soldi anticipati per la costruzione, mai realizzata, del nuovo Palazzetto dello Sport. In realtà il Tribunale di Savona ha riconosciuto in pieno il diritto dell’Amministrazione a riavere i soldi, aggiungendo anche un robusto risarcimento. Il fatto, tuttavia, è che per il momento i debitori si sono ben guardati dal farsi vivi, tanto che il Comune si è trovato a dover pagare anche i 50 mila euro chiesti dall’Agenzia delle Entrate per la registrazione della sentenza del Tribunale.

Per rendere esecutiva la sentenza che nell’ottobre dello scorso anno ha condannato la società immobiliare Vado Project a versare alle casse comunali circa 1,7 milioni di euro, la giunta municipale si è ora nuovamente rivolta ai giudici, con l’ovvio convincimento che prima o poi riuscirà a recuperare i soldi a suo tempo elargiti in cambio del nulla.

La vicenda è nota e datata. Nel 2009 venne sottoscritto con la società Vado Project Srl di Savona – tra i cui soci figuravano due noti agenti immobiliari, una famiglia di altrettanto noti esercenti nel comparto della ristorazione e un imprenditore di Vado Ligure – il contratto per la realizzazione del palasport. Lavori mai iniziati ma che avevano consentito alla società costruttrice di ottenere due acconti, per un importo di circa 600 mila euro. Dopo varie vicissitudini, tra cui l’arresto del dirigente comunale che aveva autorizzato gli anticipi alla ditta, il contratto era stato sciolto nel 2013 “per grave inadempimento”, con richiesta di restituzione delle somme erogate. Ma, esauriti i tentativi di rientrare in possesso degli acconti, non era rimasto al Comune che rivolgersi all’autorità giudiziaria. Che ha sentenziato, ma i processi, in Italia, non finiscono mai.

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