L’ombra della precarietà in un mercato del lavoro che sale a doppia cifra

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Il mercato del lavoro manifesta in Liguria segnali di forte vivacità, tuttavia accompagnati da una crescente precarietà. E’ quanto stimano le elaborazioni, su dati Inps, dell’Osservatorio Ligure sul precariato della Cgil relative al periodo gennaio – giugno 2017. Dalle analisi dell’Ufficio Economico del sindacato emerge che rispetto ai primi sei mesi del 2016 sono in forte aumento sia le assunzioni (+19,6%) sia le cessazioni (+15,6%). In termini assoluti si tratta di 101.789 contratti sottoscritti e di 68.180 contratti giunti a conclusione. Vale l’avvertenza che i numeri non indicano il numero reale delle persone assunte o licenziate, in quanto è possibile, per lo stesso lavoratore, sottoscrivere (e concludere) più contratti di breve durata. Il saldo tra assunzioni e cessazioni è comunque ampiamente positivo (+37.270 contratti) anche se – seconda avvertenza – c’è da considerare che nei mesi di maggio e giugno le imprese legate al turismo assumono il personale per la “stagione” con contratti che andranno a scadenza a settembre e ottobre.

In effetti la precarietà che si unisce alla vivacità è dimostrata dall’analisi qualitativa delle assunzioni. Da cui emerge che il 71% dei nuovi contratti è a termine (71.863), il 12% è stagionale (12.807), il 5% è di apprendistato (4.785) e solo il 12% è a tempo indeterminato, cioè stabile (12.334). La Cgil ligure non manca di sottolineare che le assunzioni a tempo indeterminato sono diminuite del 9,4% tra il gennaio-giugno 2016 e lo stesso periodo di quest’anno, passando da 13.612 a 12.334, ma erano addirittura 20,236 nel 2015 (con gli incentivi). A fronte del calo dei contratti a tempo indeterminato, sono aumentati in modo clamoroso quelli a termine (+24%) e soprattutto i contratti stagionali (+32,5%).

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