Puc di Albenga bocciato: sfida davanti al Tar tra Comune e Regione Liguria

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Sarà il Tar Liguria a cercare di dirimere la controversia tra Regione Liguria e Comune di Albenga sul Piano urbanistico comunale ingauno. Il Puc di Albenga, nel marzo scorso, era stato praticamente stroncato sul piano tecnico dalla Regione, che ne aveva condizionato l’approvazione all’adempimento di 52 rilevanti prescrizioni “al fine di garantire maggiore sostenibilità in termini di salvaguardia: del suolo agricolo; della qualità delle risorse idriche superficiali e sotterranee in particolare della falda del fiume Centa; dell’esposizione della popolazione a rischio e a fattori di inquinamento; dei valori naturalistici, in particolare degli ambienti umidi”.

Il Comune, dopo aver affidato un incarico di verifica allo studio legale Piscitelli di Genova, è passato al contrattacco, presentando ricorso al Tar Liguria. La Regione, da parte sua, raccolti i pareri dei settori Pianificazione, Urbanistica, Ambiente e Affari legali, ha ritenuto di opporsi al ricorso, affidando la propria rappresentanza agli Avvocatura regionale (Michela Sommariva e Leonardo Castagnoli).

Il “no” al Puc di Albenga era stato espresso all’unanimità dalla sezione per la Valutazione Ambientale Strategica, parere recepito dalla giunta regionale. Nella fase istruttoria era stato anche tenuto conto delle 11 osservazioni pervenute durante la fase pubblica, tra cui quelle delle associazioni degli agricoltori e del Wwf.

“Dallo stato attuale dell’ambiente e dall’analisi condotta – era scritto nelle conclusioni della sezione VAS – emerge come il fragile ecosistema della piana di Albenga sia sottoposto a pressioni che paiono già ad oggi superare la sua capacità di carico: prelievi idrici oltre la capacità di ricarica e immissioni di inquinanti superiori alle naturali capacità di autodepurazione (che portano a cuneo salino, stato qualitativo e quantitativo scadente delle acque di falda), progressiva erosione del suolo agricolo, con una quota significativa della popolazione e delle strutture esposte a rischio”.

In definitiva si rilevava quindi una mancanza di coerenza interna tra l’obiettivo individuato nello stesso Puc di “minimizzazione del consumo di suolo” e le previsioni di piano. Da cui, “visti gli indirizzi europei in termini di arresto del consumo di suolo, vista la complessa situazione ambientale del territorio di Albenga e la relazione tra consumo di suolo e altre emergenze ambientali quali la tutela da rischio idrogeologico, la tutela delle falde e della biodiversità, vista la centralità dell’agricoltura e quindi del suolo agricolo nell’ambito dell’economia albenganese e nell’ambito dell’economia ligure,  si ritiene necessario che l’amministrazione persegua efficacemente attraverso il Puc il citato obiettivo di minimizzazione del consumo di suolo tendendo per quanto possibile ad un consumo di nuovo suolo agricolo pressoché nullo”.

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