Piattaforma di Vado Ligure: ripartono i cantieri, ferie ridotte ad una settimana

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Sulle aree di Vado Ligure si giocherà, e non è la prima volta, la campagna d’autunno dell’economia savonese. Con qualche spiraglio di ottimismo in più rispetto alle considerazioni di inizio anno. Che scontavano l’incessante groviglio di crisi aziendali, l’esplosione della cassa integrazione straordinaria, le incertezze sull’evoluzione del più rilevante progetto di sviluppo infrastrutturale del territorio (la piattaforma portuale di Apm Terminals), con un visibile rallentamento dei lavori. E il dubbio che tutto potesse fermarsi in attesa di tempi migliori.

Poi, a luglio, dopo che la febbre da cassa integrazione si è drasticamente abbassata e con la conferma degli incentivi agli investimenti nell’“area di crisi complessa” (in cui è inserito Vado Ligure), il clima ha iniziato a sollevarsi dalla profonda depressione imperante per mesi. Sempre il mese scorso, inoltre, ci sono stati due pronunciamenti molto attesi (e un po’ temuti) sulla variante sostanziale al progetto esecutivo del terminal contenitori: la sentenza del Tar Liguria sul ricorso di Italia Nostra e il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sulla nuova progettazione.

La variante ha superato entrambe le prove. Nella sentenza dei giudici amministrativi è sembrato di cogliere quasi un’esortazione a non esagerare con le complicazioni di carattere tecnico.  Impossibilitato a districarsi tra studi e documenti firmati da insigni specialisti, ognuno dei quali in grado di arrivare, con argomentazioni convincenti, a conclusioni diametralmente opposte, il collegio ha respinto il ricorso dell’associazione ambientalista, giudicandolo in parte inammissibile, ed ha praticamente passato la palla al Consiglio di Stato, per il giudizio d’appello che Italia Nostra non mancherà di percorrere.

Pochi giorni dopo, anche il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è andato oltre l’ostacolo, approvando la variante al progetto esecutivo: va bene la soluzione a “tutto terrapieno”, va bene il prolungamento della diga foranea e vanno bene gli impegni che saranno assunti per fronteggiare eventuali erosioni delle spiagge. Anche qui è sembrato quasi di cogliere una punta di esasperazione, a vent’anni dall’elaborazione del piano regolatore portuale e dell’ipotesi del terminal a Vado Ligure.

Il doppio via libera ha ridato slancio e motivazioni allo staff di Apm Terminals e nuovo impulso ai lavori. In qualche modo hanno contribuito anche le buone notizie giunte dagli Stati Uniti per il gruppo Glf. Grandi Lavori Fincosit, l’impresa che costruisce la piattaforma, ha vinto appalti per 200 milioni di dollari negli Usa ed è in corsa per gare che valgono altri 2 miliardi. Successo rilevante per un gruppo che dopo aver fatturato 771 milioni di euro nel 2013 è sceso lo scorso anno a 436. Nel cantiere di Vado Ligure, tra sentenze, pareri e commesse, hanno messo una marcia in più e ridotto le ferie ad una settimana, quella di ferragosto. C’è da rientrare in corsa, aspettando le prime gru che arriveranno nei primi mesi del prossimo anno, e le prime navi, attese all’inizio del 2019.

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