Esame ambientale in Regione per il parco eolico Cascinassa: 21 megawatt

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Avviata in Regione Liguria la procedura di valutazione dell’impatto ambientale del progetto di parco eolico “Cascinassa”, sulle alture di Cairo Montenotte. Proponente è la società Fera di Milano, che, su richiesta dei tecnici regionali, ha proceduto ad una approfondita revisione di una precedente iniziativa, quella per la realizzazione, sugli stessi crinali, del parco “Napoleone”, la cui armata si scontrò, proprio in quelle zone, con gli eserciti piemontese e austriaco. Meno “grandeur” nella versione riveduta e corretta del parco eolico, ma potenza complessiva che resta comunque ragguardevole, con i suoi 21 megawatt.

A proporre l’iniziativa è Fera Srl, una delle aziende da sempre più presenti nel settore delle energie rinnovabili in Liguria. Non sarà comunque un iter semplice, tenuto conto del rilievo dell’intervento e delle precedenti alzate di scudi degli ambientalisti, che avevano espresso giudizi ampiamente negativi sul parco Napoleone. Allora, era la fine del 2013, il Settore Ambiente della Regione Liguria, a conclusione della procedura di “scooping” (un’analisi preliminare ricognitiva) aveva disposto che il progetto del parco del vento valbormidese avrebbe dovuto essere sottoposto ad una esaustiva Valutazione di Impatto Ambientale, “al fine di giungere – era scritto nel decreto del dirigente del settore VIA – ad un miglioramento del progetto di riqualificazione sotto il profilo paesistico e ambientale”.

Gli aerogeneratori previsti erano 10 – ciascuno di 2,35 megawatt, per una potenza complessiva di quasi 24 MW – da installare in località Cascinassa, lungo il crinale tra Bric del Tesoro e località Bandia, su una linea di circa 2 chilometri ad una quota media di 800 metri di altitudine. Nella zona, tra l’altro, sono già in funzione quattro parchi eolici: Valbormida (Cairo Montenotte), 5 Stelle (Stella), La Rocca (Pontinvrea) e Naso di Gatto (Cairo Montenotte, Savona, Albisola Superiore).

 

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